C’era una volta Amatrice: il presepe non dimentica il dramma del sisma

Presepe Amatrice gennaio 2018

Il dramma del sisma che ha colpito l’Italia centrale rivive nel presepe gussaghese e rinsalda i vincoli, non solo ideali, con Amatrice, così come con Serrapetrona, paesino legato al nucleo franciacortino da una sorta di gemellaggio e di comunione di intenti, volti alla ricostruzione e alla rinascita del borgo arroccato sui monti marchigiani. A ciò si richiama il presepe «C’era una volta Amatrice» realizzato dal casagliese doc, Giorgio, appassionato di modellismo di vecchia data.

La capanna della Natività sorge tra ruderi di una città – Amatrice – completamente rasa al suolo; una nicchia eterea, un piccolo angolo di pace, e attorno la distruzione, l’annichilimento e la devastazione provocati dal terremoto. Un evento disastroso, che continua a generare sofferenza anche perché si procede a grande fatica nell’opera di ricostruzione. «È passato molto tempo dal sisma e vedere ai telegiornali tutte quelle persone che ancora soffrono al gelo fa male – racconta l’autore del presepe -. Dobbiamo e possiamo fare di più». La creazione del gussaghese Giorgio, realizzata con materiali poveri (prevalentemente polistirolo e legno), nella sua abitazione di Casaglio, nasce come moto dell’anima, volto a riportare l’attenzione su un problema lontano dall’essere risolto, anche a causa di un infittirsi di norme burocratiche.

«Non è accettabile assistere agli scandali di questi giorni – prosegue l’artista -: quelle casette che non vengono mai terminate oppure che vengono consegnate incomplete e inabitabili. Una situazione che ha scatenato in me una reazione che ho espresso attraverso questa rappresentazione perfezionata giorno dopo giorno, riflessione dopo riflessione». Rivolta ad Amatrice, ma non solo. «Il presepe, idealmente, vuole rappresentare tutti i paesi del Centro Italia che stanno soffrendo – conclude Giorgio -, compresa Serrapetrona, Comune che abbiamo imparato a conoscere e ad amare grazie alle numerose iniziative solidali intraprese dalla comunità gussaghese». Per informazioni e donazioni pro Serrapetrona è possibile contattare il Gruppo Sentieri di Gussago (via Pinidolo, 3), al numero 030.2520820
Federico Bernardelli Curuz

Fonte: Giornale di Brescia