In manette il “drone”, un broker della droga senza deposito

Rapidissimo nel far incontrare domanda e offerta. Affidabile come nessuno nel cancellare le proprie tracce. Preciso e metodico nel programmare ritiri, consegne e pagamenti della droga. È probabilmente per questo che il marocchino classe 1966 residente a Gussago arrestato nelle scorse ore dalla Squadra Mobile della Questura di Brescia era chiamato dai suoi clienti «il Drone». Secondo gli investigatori era il fornitore di una serie di grossisti che poi alimentavano lo spaccio di strada tra Brescia, Bergamo e la Franciacorta. Un trafficante di hashish di spessore, con importanti contatti ai livelli più alti dell’importazione, e già condannato in passato per una vicenda legata agli stupefacenti e proprio per questo ancora più accorto nel non attirare l’attenzione: dopo aver scontato la condanna inflittagli nel 2003 per traffico di droga infatti era sparito dai radar delle forze dell’ordine, per riapparire solo nei mesi scorsi nell’ambito di una più vasta indagine della Mobile bresciana.

A far scattare l’operazione è stato il sequestro, nel novembre del 2016, di 3 chilogrammi di hashish avvenuto nei confronti di un italiano, M.D. le iniziali, classe 1973, messo a segno al Quartiere Abba in città. Da quell’episodio sono partiti una serie di accertamenti che hanno permesso di collegare tra loro anche il sequestro di cinque chili di hashish avvenuto il 1° marzo del 2017 in via Volturno in città, un altro sequestro da quasi sette chilogrammi della stessa sostanza che erano stivati nel frigorifero della cantina di una donna di Adro e quello di altri tre chili ad un marocchino di casa a Martinengo in provincia di Bergamo. A vendere i panetti a tutti questi soggetti, secondo la Polizia, è stato lo stesso uomo, il «Drone» appunto, che ordinava lo stupefacente solo quando aveva ricevuto la richiesta, e le garanzie di pagamento dai grossisti. Con la stessa precisione organizzava le consegne, chiudendo il cerchio in poche ore e senza mai tenere in casa la droga.
Paolo Bertoli

Fonte: Giornale di Brescia