Malati di gioco, in città e hinterland scatta il coprifuoco su slot e videolottery

Slot machine

L’obiettivo è firmare tutti insieme l’ordinanza prima di Natale. Se poi qualche comune sarà in ritardo, partiranno i sindaci già pronti e gli altri si aggregheranno man mano. Di certo Brescia prova a far fronte comune per «arginare» gli effetti devastanti del gioco d’azzardo patologico. Una vera e propria «malattia» che distrugge intere famiglie. L’ultimo argine messo a punto è un coprifuoco di sei ore, spacchettato in tre fasce, la mattina, l’ora di pranzo, la sera, durante il quale le macchinette dovranno restare spente. Un provvedimento studiato dalla Loggia ma che coinvolgerà anche i 14 comuni dell’hinterland, così da fare massa critica e disegnare un’ampia area «no slot».

La premessa per far scattare il coprifuoco è il Regolamento per il funzionamento di sale pubbliche da gioco approvato il 29 novembre 2017 dal Consiglio comunale di Brescia. Un’approvazione arrivata all’unanimità, con 29 voti favorevoli su 29 presenti. Il nuovo testo aggiorna quello approvato nel 2010 e si fa forte della Legge regionale del 2013. La finalità è garantire «la tutela delle categorie deboli e dei soggetti vulnerabili», prevenendo le forme di gioco compulsivo e riducendo «il danno derivante dalla sindrome da gioco d’azzardo patologico». Per le nuove aperture confermata la distanza minima di 500 metri dai luoghi sensibili, centro storico off limits, così come Stazione e via Milano. No a sale gioco in edifici storici e immobili comunali, divieto di pubblicità del gioco d’azzardo in spazi gestiti da società partecipate dall’amministrazione, niente insegne luminose, limite agli orari d’apertura, multe più salate per chi non rispetta le regole e sospensione per chi sgarra per tre volte. Finora, ha spiegato l’assessore alla Sicurezza Valter Muchetti, sono state comminate 53 multe per quasi 290mila euro, ben 11 per il mancato rispetto delle distanze da luoghi sensibili (due da 60mila euro). Ma se il regolamento può incidere sulle nuove aperture, poco si può fare su slot e videolottery già presenti sul territorio, per lo meno fino al rinnovo delle concessioni.

Qui la mossa è allora «determinare specifiche fasce orarie di chiusura». In sostanza con un’ordinanza firmata dal sindaco saranno stabiliti tre momenti della giornata in cui le macchinette dovranno essere spente. «Il nostro è un regolamento coraggioso ma non spavaldo – ha spiegato Muchetti -. Forzare la mano può innescare ricorsi al Tar. Con questo testo ora potremo emanare l’ordinanza per ridurre gli orari d’apertura, come fatto a Bergamo». Un’ordinanza che potrà contare sull’indagine epidemiologica dell’Ats di Brescia (389 i giocatori bresciani che si sono rivolti al Sert) e che dovrebbe mettere al riparo da ricorsi, al contrario di quel che è avvenuto in altre realtà. E se proprio accadrà, non verrà impugnato l’intero regolamento, ma solo l’ordinanza. Ma il coprifuoco non si fermerà ai confini di Brescia. «Abbiamo già condiviso il testo con i 14 comuni della “giunta dei sindaci” che hanno manifestato forte interesse – ha spiegato l’assessore -. Dopo l’approvazione, invieremo loro il testo definitivo, in modo che si possa arrivare a firmare insieme le 15 ordinanze, nel più breve tempo possibile». Brescia insomma si pone come «modello», non solo provinciale. Il primo passo per arrivare a questo risultato, va detto, è stata la proposta di delibera arrivata la scorsa estate dal Movimento 5 Stelle. «In questi anni – ha ricordato la capogruppo Laura Gamba – abbiamo presentato più interrogazioni sul tema. Il risultato è un buon regolamento, con prese di posizione politiche importanti, a cui va affiancato un lavoro culturale». Il plauso al regolamento è arrivato in maniera bipartisan. «È un risultato politico significativo portato a casa dall’assessore Muchetti e frutto di un lavoro condiviso» ha detto Paola Vilardi, Forza Italia. «È un buon regolamento» ha ribadito Massimo Tacconi, Lega, soprattutto contando che i comuni hanno le armi spuntate e che lo Stato, come ha ricordato Donatella Albini (Al lavoro con Brescia), da un lato riconosce la patologia del gioco d’azzardo ma dall’altro non vuole rinunciare ai miliardi di euro incassati con le macchinette.
Davide Bacca

Il regolamento
Il testo approvato dal Consiglio comunale aggiorna il regolamento già varato nel 2010 e recepisce le misure della Legge regionale del 2013, promossa dall’assessore Viviana Beccalossi. Una prima proposta di delibera comunale era stata avanzata la scorsa estate dal Movimento 5 Stelle.

Brescia e hinterland
Una bozza del regolamento approvato ieri dal Consiglio comunale è stata inviata a tutti i comuni dell’hinterland, in modo da condividere il provvedimento. Ora andrà condivisa anche l’ordinanza, per coordinare gli orari del coprifuoco ed evitare che vi siano discrepanze tra un comune e l’altro. L’obiettivo è infatti spegnere (anche se solo per alcune ore) le macchinette in tutti i 15 comuni in maniera omogenea e coordinata.

La giunta dei sindaci
I comuni con i quali sarà condiviso il provvedimento sono i 14 che siedono al tavolo della giunta dei sindaci: Borgosatollo, Botticino, Bovezzo, Castelmella, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Concesio, Flero, Gussago, Nave, Rezzato, Roncadelle, San Zeno Naviglio.

Fonte: Giornale di Brescia