Picchiava la moglie davanti alla bambina: arrestato

La violenza era continua e lei, la vittima, non trovava la forza di rivolgersi alle forze dell’ordine. Così sono stati i carabinieri ad attivarsi e si è arrivati all’arresto del compagno violento. Si tratta dell’ennesimo caso di maltrattamenti nei confronti di una donna tra le mura domestiche, il luogo che dovrebbe custodire solo sicurezza e conforto. Stavolta la violenza si è radicata in una casa di Gussago. Senza rispetto non soltanto della donna che la subiva, ma anche della figlioletta. La bambina era costretta ad assistere alle scene terribili che avvenivano in casa, con la madre percossa dal padre. Un 45enne che con ogni probabilità aveva capito (o si era illuso) di non rischiare nulla da un punto di vista penale.

Il clima che si era creato in casa era molto pesante e questo si deduce da un elemento preciso: non è mai stata presentata una denuncia. La 37enne vittima dei maltrattamenti e degli abusi viveva nel terrore di un’escalation di violenza. E subiva in silenzio. Nella paura che rivolgersi alle forze dell’ordine avrebbe significato andare incontro a ritorsioni e comportamenti ancora più pesanti. C’erano però quei ricoveri in ospedale per le percosse subite. Anche in queste situazioni la verità non veniva a galla. Non poteva. Perché chi avrebbe potuto riferirla era terrorizzata e preferiva raccontare una bugìa. «Incidenti domestici», era la risposta che si sentivano dare i medici quando chiedevano cosa fosse successo in casa, cosa avesse provocato quei traumi. Nessuna denuncia quindi, ma notizie, informazioni che sono comunque arrivate ai carabinieri. Così sono partite le indagini. Non facili, come sempre capita in questi casi. Le indagini hanno fatto i conti con la delicatezza del contesto familiare, con il rischio che tutto degenerasse ulteriormente e che succedesse qualcosa di irreparabile. Ma pur con tutta la cautela del caso i carabinieri della compagnia di Gardone Valtrompia hanno raccolto gli elementi necessari per consentire poi alla procura di chiedere al gip una misura cautelare. La richiesta è stata accolta e sono scattate le manette ai polsi di chi in casa portava violenza.
M.P.

Fonte: Bresciaoggi