Richiedei, futuro meno incerto: ottimi i risultati del nuovo reparto “Star”

Fondazione Richiedei

La vocazione della Fondazione Richiedei di Gussago è di prendersi cura delle persone anziane. Vocazione confermata
dai «risultati confortanti» del primo mese di apertura del Servizio territoriale di assistenza residenziale, venti posti letto per anziani inviati in parte dal Civile di Brescia per un periodo di degenza intermedia tra ricovero in ospedale e domicilio e in parte direttamente dai medici di medicina generale.

«Abbiamo registrato un tasso di occupazione medio del 62% dei posti letto, con l’obiettivo di arrivare a breve all’85% e più, dal momento che abbiamo già nove persone in attesa» ha detto Carlo Bonometti, presidente del cda della Fondazione, affiancato dal suo vice, Armido Quadri. Con loro, per parlare del reparto sperimentale, erano presenti anche il direttore generale di Ats, Carmelo Scarcella, il direttore generale Asst Spedali Civili, Ezio Belleri e il presidente della Commissione Sanità della Regione, Fabio Rolfi. In particolare, Rolfi ha dichiarato che con lo Star «la Fondazione è stata rimessa sul binario giusto, in cammino verso la fase di risanamento. I risultati della sperimentazione, finanziata con 600mila euro dalla Regione per i primi sei mesi, lasciano ben sperare che il Servizio possa diventare stabile. Con una nota importante, che è il collegamento costante con l’Ospedale Civile di Brescia».

L’apertura del reparto ha aperto due scenari per il futuro del Richiedei e per l’applicazione della legge di riforma sanitaria regionale. «Dopo il trasferimento di Geriatria e Riabilitazione cardiologica del Civile, il rischio per la nostra realtà era quello di licenziare molte persone – ha spiegato Bonometti -. Con lo Star, in cui sono occupati venti lavoratori, abbiamo scongiurato il licenziamento dei dipendenti anche se, come è noto, abbiamo dovuto interrompere il rapporto di collaborazione con 31 liberi professionisti esterni. Certo, dire che i conti della Fondazione sono in sicurezza è prematuro, ma siamo ottimisti: per andare in pareggio con i costi, ci basta raggiungere l’obiettivo dell’85% della saturazione dei posti letto. Mi sembra che ci siano tutte le premesse per arrivarci a breve».

Uno «Star» provvidenziale, dunque se – come è stato sottolineato ieri in sede – «ha allontanato il rischio licenziamenti ma è stato anche una soluzione funzionale al sistema locale» come ha ricordato Carmelo Scarcella. «Il modello rappresenta una sfida per la cronicità. Per questo, vogliamo ripetere l’esperienza: per Orzinuovi ci sono già contatti con l’Asst della Franciacorta, ma la speranza è che via sia uno Star, che è unità d’offerta di un servizio specifico, in tutti i presidi che avranno un Pot, il presidio ospedaliero territoriale che si configura come contenitore più ampio di risposte ai bisogni di salute sul territorio – ha aggiunto il direttore di Ats -. Per la gestione dello Star di Gussago hanno aderito 49 medici di medicina generale: un ottimo risultato verso un progressivo cambiamento culturale, prima ancora che operativo, del ruolo di un medico di famiglia disposto a seguire i suoi pazienti al di fuori dall’ambulatorio».

Se il servizio residenziale per anziani si è rivelato una scelta «funzionale» che sta iniziando a dare i suoi frutti, notizie positive giungono anche da Montichiari, il presidio del Civile dove ad inizio luglio è stata trasferita la Geriatria che era in affitto proprio negli stessi spazi ora occupati dai venti posti letto dello Star. È infatti aumentato – lo testimonia Belleri – «il tasso di occupazione dei posti letto».
Anna Della Moretta

Fonte: Giornale di Brescia