Lo “Star” piace, adesso il Richiedei punta a crescere

Fondazione Richiedei

Vendita di alcune proprietà – come l’edificio del Taglietto e i vigneti della Santissima – e rilancio dei servizi. Il risanamento economico – finanziario del Richiedei, che si configura sempre più come un centro di riabilitazione, prosegue rapidamente. Anche lo «Star», il servizio territoriale che consente il ricovero temporaneo di anziani o malati cronici per il trattamento e la cura di eventi post-acuti, si è rivelato una nuova esperienza positiva, che alla fine dell’anno dovrebbe passare dal periodo di sperimentazione all’inserimento permanente tra le offerte del Richiedei stesso.

«La sperimentazione si concluderà il 31 dicembre – spiega il presidente del consiglio di amministrazione del Richiedei, Carlo Bonometti -. Disponiamo di 20 posti letto e qui vengono ricoverati pazienti inviati da medici di Medicina generale che giungono personalmente al Richiedei e che seguono i malati. Noi forniamo assistenza infermieristica logistica e quanto altro serve». «Il servizio – fa sapere il presidente – funziona bene. Si è già formata una lista d’attesa. Qui confluiscono, seppur in numero più limitato, anche i post-acuti dell’ospedale Civile di Brescia».

Ci sarà però la necessità di aumentare i posti letto; in caso contrario, lo Star graverebbe per 90mila euro non coperti all’anno. L’aumento della redditività passa pertanto attraverso la crescita del turn over dei malati e l’aumento dai 20 ai 30 letti, che sarà chiesto alla Regione e ciò per dare continuità e potenziare il servizio, trasformandolo in un’attività istituzionale permanente.

Bonometti ricorda che lo «Star» ha permesso di evitare 19 licenziamenti. Ed esprime soddisfazione anche per il rinnovato dialogo con i sindacati. «Dal 2008 – commenta il presidente – le loro bandiere presidiavano il Richiedei. Da qualche mese queste bandiere non ci sono più. Il sindacato è in azienda, siede al tavolo del consiglio di amministrazione per contribuire a trovare soluzioni e lavorare insieme a noi».
Federico Bernardelli Curuz

Fonte: Giornale di Brescia