11 novembre, “Fa San Martì”

San Marti Trasloco bresciano

“Fa San Martì” …era veramente triste! Ho fatto ancora in tempo a vedere questi traslochi, attorno al giorno di San Martino, il 11 novembre. Intere famiglie traslocare per andare a trovare un nuovo povero alloggio legato al contratto di lavoro in campagna ed alla durata dell’annata agraria che stava per incominciare.

“Fa San Martì” non era solo traslocare di casa/abitazione, quella era una conseguenza per aver perso, molte volte senza motivo, la conduzione di fondi altrui, a brasét, come affittuale, raramente a mezzadria; quasi sempre voleva dire cambiare abitudini, soffrire, anche peggiorare, i bambini cambiare amici e compagni di gioco, compagni di scuola e maestra: cambiare, sempre nella posizione di sottoposti…

…nel Viadanese mantovano, ho appreso da i miei Piardi dimoranti in quelle terre in riva sinistra/o nord di PO, si diceva “Fa San Michel” invece di “Fa San Martì”; infatti, lasciavano la conduzione del fondo il giorno di San Michele: 29 settembre.

Accadeva quando terminata l’annata agraria non veniva rinnovato il contratto d’affitto alla famiglia affittuaria del podere che aveva appena ultimato di coltivare, accudire. Traslocare con tutte le pochissime masserizie caricate in un sol viaggio su di un carretto proprio o preso a prestito e andare altrove ad un altro casolare; …tante volte senza saper dove! Ad ogni S. Martino, si poteva udire: “… se San Martì èl ve ai öndes” metóm la ciàf sota l’ös e partòm ai des…” quando si temeva, quali mezzadri, affittuali di dover pagar pegno.

A cura di Achille Giovanni Piardi

Per approfondire:
L’Estate di San Martino