15enne picchiata dalle coetanee: quattro arrestate

carabinieri

Una storia di violenza e di stalking, in mezzo alla quale pare ci sia la gelosia per un ragazzo. Ma in questa vicenda la violenza e gli altri comportamenti che hanno portato all’emissione di quattro ordinanze con altrettante misure cautelari vedono protagoniste ragazzine. Adolescenti di 15 anni, destinatarie di alcune misure cautelari, a cui vanno aggiunte amiche di tredici, che per questo non sono punibili. Poi, c’è lei, la vittima, anch’essa quindicenne. Stessa età di chi l’aggrediva, secondo la ricostruzione di carabinieri e Procura dei minori fatta propria dal gip dei minori. Una ragazza che ha trovato però la forza di rivolgersi ai carabinieri della stazione di Gussago, la zona in cui abita, e a rivelare quanto le era capitato. Le aggressioni per cui si è proceduto sono almeno due ed è stata la seconda nell’aprile scorso a spingere la giovane a rivolgersi ai carabinieri della stazione franciacortina che fa riferimento alla compagnia di Gardone Valtrompia. E proprio il capitano Francesca Fiorentini ha, compatibilmente con la delicatezza del caso, dopo essere stato introdotto dal comandante provinciale, colonnello Gabriele Iemma, fornito una ricostruzione delle indagini.

Tutto è partito da quella querela presentata ai carabinieri di Gussago. Poi sono scattate le indagini in cui ha ricoperto un ruolo importante uno degli aspetti sociali e sociologici più rilevanti al giorno d’oggi, non solo, ma soprattutto tra i giovani: riprendere e pubblicare un video. E anche di questo è rimasta vittima la ragazza. Le aggressioni sono state riprese diffuse su un social, ma anche via chat. I carabinieri, coordinati dalla procura minorile, hanno quindi dato il via alle indagini. Così è emerso che nel mese di febbraio la ragazza era stata aggredita in una zona del centro cittadino, mentre nella seconda l’aggressione era avvenuta in periferia nella zona della fermata della metropolitana di San Polo Parco. Non è tutto: la vittima in questi pesantissimi mesi avrebbe ricevuto anche minacce. Ma gli investigatori e la procura hanno lavorato sodo arrivando ad ottenere l’ordinanza con le quattro misure cautelari. In un caso si tratta di trasferimento in comunità, dovuto a comportamenti pregressi già noti alle forze di polizia. Negli altri tre di permanenza a casa con la possibilità d’andare a scuola. In quanto alle altre tre, le ragazzine con meno di 14 anni, non possono essere processate, ma interrogate con l’assistenza prevista dalla legge. Dagli accertamenti è emerso che vittima e assalitrici non frequentavano la stessa scuola. In comune, ma si fa molto per dire, c’era solo la conoscenza di quel ragazzo per il quale tutto sarebbe iniziato fino ad arrivare alle misure cautelari. Il colonnello Gabriele Iemma ha sottolineato «che nel momento in cui un episodio è stato denunciato ai carabinieri in maniera puntuale, ciò ha consentito ai carabinieri e all’Autorità Giudiziaria di identificare e assicurare alla giustizia chi era stato responsabile». Una vicenda inquietante, quindi, ma che ha registrato una risposta efficace. Ora la questione non è solo quella dell’eventuale pena, ma anche del recupero di chi ha sbagliato, in considerazione dell’età.
Mario Pari

Fonte: Bresciaoggi

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