Addio a Domenico Archetti (Menec), se ne va il re della Campagnola

Domenico Archetti

Una gravissima perdita. Per Gussago e per tutto il mondo dello sport bresciano. A 66 anni è scomparso Domenico Archetti, titolare della Trattoria Campagnola, vero e proprio covo per gli appassionati di calcio, ciclismo, basket, pallavolo, rugby e tante altre discipline. «Menec» se n’è andato in silenzio, come in silenzio ha vissuto nella sua Gussago dopo avere ereditato da papà Gino la Campagnola. Nel suo locale sono passati campionissimi, atleti, assi di tutte le discipline e grandissimi uomini di sport: da Antonio Maspes a Franco Baresi, da Maurizio Ganz a Gica Hagi, da Charly Yelverton a John Marc Iavaroni, da Bill Laimbeer a Marco Solfrini, da Gino Corioni a Mircea Lucescu, da Guido Bontempi a Pierino Gavazzi e Michele Dancelli. Alla Campagnola hanno fatto tappa gli arbitri chiamati a dirigere le partite di Brescia, Atalanta e Verona; ma soprattutto, durante le calde estati del ciclo e del calciomerato, i direttori sportivi delle squadre bresciane. Quanti affari sono andati in porto sotto la pergola della Campagnola, quante discussioni su vantaggi e svantaggi dei cambi di casacca, tra confronti infiniti e liti furibonde. Ma bastava la sua presenza per calmare le acque.

Imprenditore, ristoratore, padre di famiglia, sportivo vero. Da piccolo era stato tesserato per l’Atalanta, giocando nel ruolo di esterno destro. Dribbling e velocità le sue armi migliori, che poi ha saputo utilizzare anche quando ha concluso l’attività agonistica. Legato al calcio come pochi altri, ha però continuato a sponsorizzare una squadra di amatori prima e di over 35 poi. L’ultima volta lo avevamo sfidato sul campetto a fianco della tangenziale, subito dopo il teatro tenda. Anche quella volta ha voluto gigioneggiare, prendendosi un paio di «ranzate» memorabili. Grande amante delle due ruote, ha organizzato insieme a Cesare Ardigò il Trofeo delle Foglie Morte, classica per gli allievi. Ha ospitato tutte le presentazioni della 3 Tre e il cinquantenario di fondazione del Pedale Bresciano. Qualche giorno fa insieme a Beppe Massolini e sua moglie Armida siamo stati suoi ospiti: anche in quella circostanza era stato il «Menec» di sempre.Lascia la moglie Liviana, i figli Davide e Monica, i nipoti Alessandro, Iacopo, Emanuele e Alessandro, mamma Alma e le sorelle Luisa, Simonetta e Ornella. Ricoverato al Policlinico Gavazzeni, a Bergamo, per un intervento di routine all’aorta, sono subentrate complicazioni che l’hanno portato alla morte. Lui, abituato a fronteggiare e superare tutti gli ostacoli, stavolta ha dovuto ammainare bandiera. Lo sport bresciano ha perso con lui uno dei suoi punti di riferimento. Alla sua famiglia le sentite condoglianze della redazione sportiva di Bresciaoggi.
Angiolino Massolini

Amico di tutti, anfitrione di un calcio che non c’è più

Magari in alcuni dei nuovi protagonisti del calcio bresciano il nome di Domenico Archetti non evoca particolari ricordi, ma per i meno giovani le serate estive alla Campagnola di Gussago, dove Archetti era padrone di casa, ma anche e soprattutto amabile intrattenitore, oltre che profondo conoscitore dell’ambiente calcistico, non saranno facilmente dimenticabili. Lui ci conosceva tutti, conosceva le abitudini dei suoi ospiti calciofili e per tutti aveva la battuta (o anche il consiglio) giusta. Erano gli anni in cui la Campagnola era la sede quasi ufficiale del calciomercato dilettantistico, qui incontravi i dirigenti che venivano anche da fuori provincia, dove la fama di Domenico e del suo locale era arrivata e conosciuta come dalle nostre parti, e Domenico era sempre lì ad aggirarsi tra i tavoli e a prendere nota, magari per non essere sempre d’accordo con gli affari conclusi. Ma di Domenico ricordiamo l’affabilità, una caratteristica che ti faceva sentire come a casa tua, tanto che poi molti degli avventori che si trovavano nelle sere del mercato sono diventati clienti abituali, conquistati dal suo modo di fare amichevole, oltre che dalla sua cortesia e dal fatto che alla Campagnola non si mangiava assolutamente male con costi estremamente ragionevoli. Ecco Domenico era un ristoratore che diventava amico di tutti, e alle sere nel suo ristorante era legato un modo di fare calcio, di intendere i rapporti tra le varie società e i loro dirigenti, che forse non appartiene più al mondo del calcio, nemmeno a quello dilettantistico. Era sotto la sua supervisione che alla Campagnola prese vita l’Associazione dei direttori sportivi bresciani, propiziata da Nazario Gatti, con l’imprimatur di Archetti. Ecco: Domenico ci mancherà, e mancherà a tutti quelli che hanno avuto la ventura di essere prima suoi ospiti e poi suoi amici, e ci mancheranno il calcio e l’epoca da lui caratterizzati.
Giorgio Fontana

Fonte: Bresciaoggi

La veglia funebre si terrà mercoledì 19 febbraio alle ore 17:00 presso l’Obitorio dell’Ospedale Richiedei di Gussago. I funerali avranno luogo nella chiesa “Santa Maria Assunta” a Gussago, giovedì 20 febbraio 2020 alle ore 14:30, partendo dall’Obitorio dell’Ospedale Richiedei alle ore 14:15.

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