Addio a Francesco Rovetta signore dell’architettura

Francesco Rovetta

Si è spento martedì mattina a 91 anni nella sua casa di Sale di Gussago Francesco Rovetta. Una delle figure di maggior rilievo del mondo dell’architettura bresciana di oggi e di ieri. Laureato all’Università di Venezia, a Ca’ Foscari era tornato come docente, chiamato da Carlo Scarpa, con il quale collaborerà anche a livello professionale. In quegli anni diresse anche un’azienda di tessuti d’arte, collaborando con Fortunato De Pero, Inger Stigare, Adriano Grasso, Karl Hauner e realizza tessuti per Paolo VI. A Scarpa sarà affidato il progetto del museo delle armi in Castello, ma sarà Rovetta a concluderlo. Così come sarà lui a restaurare la scarpiana stele per i Caduti di piazza della Loggia. Lavorò col Cnr allo studio di pareti invisibili. Nel 1978 è il primo ad usare il legno lamellare per la chiesa di Andalo. E il primo che nel 1980 con l’ingegnere Soresini di Firenze applicò la termografia all’architettura. Tenne corsi alla Columbia University, Caracas, Parigi, Milano. Molte sue opere sono pubblicate in Italia e all’estero. La rivista giapponese A+U gli ha dedicato una pagina nel numero unico «Italian Architecture» citandolo tra i migliori architetti italiani dal 1945 al 1985. Il Governo del Venezuela nel 1995 lo incaricò del restauro del padiglione alla Biennale di Venezia, opera di Scarpa del 1956. Ma beghe tra Caracas e Venezia ne bloccarono la realizzazione. Numerosi i progetti di Rovetta: le scuole di Sarezzo, la chiesa di San Giorgio a Mantova e molte residenze private. I funerali si sono svolti mercoledì nella chiesa di San Giovanni in città.
E.B.

Fonte: Bresciaoggi

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