Agricoltura, 30 milioni per conquistare il futuro

Mucche

Ci sono progetti che consentiranno agli imprenditori zootecnici di aumentare la resa e razionalizzare i costi di produzione, altri che attraverso tecniche di allevamento innovative garantiranno alle imprese agricole di rispettare il sempre più stringente limite della sostenibilità. Nel pacchetto spiccano naturalmente interventi per innalzare l’asticella high-tech di produzioni di pregio come vino, olio, latte e carne. Ma il mega stanziamento sbloccato dalla Regione darà risposte incisive anche all’agricoltura di montagna, che opera in zone svantaggiate ed è minacciata dal rischio estinzione.

I quasi 30 milioni di euro destinati a 74 realtà bresciane – 2,7 dei quali per le 16 aziende situate in zone di montagna – serviranno anche ad eliminare il pericolo smottamenti, inondazioni e frane che tengono in ostaggio i produttori delle valli. Si tratta di «una eccezionale iniezione di liquidità al settore rurale, proprio nel momento di maggiore necessità – spiega l’assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi -. Con queste risorse vogliamo stimolare la competitività delle nostre aziende agricole, cofinanziando investimenti legati alla realizzazione di opere e impianti o all’acquisto di apparecchiature». Il Pirellone ha attivato il decreto sulla misura 4.1 del Piano di sviluppo rurale stanziando 151.718.114 euro a 371 aziende agricole lombarde, di cui 25,6 milioni a 99 attività di montagna. Le domande presentate sono state complessivamente 760: 31 sono state dichiarate non ammissibili, 19 sono state ritirate e 64 hanno avuto esito negativo. Delle 646 ammesse a finanziamento, soltanto 371 sono entrate in graduatoria e potranno usufruire del finanziamento, dal momento che la dotazione non era sufficiente per coprire tutte le richieste.

Brescia, con 74 aziende e 29.178.600 euro, è seconda nella classifica regionale, subito dopo Mantova che, a fronte di 93 richieste, avrà un finanziamento di oltre 46 milioni di euro. Seguono Sondrio con 64 aziende e 19 milioni, Pavia con 12 milioni spalmati su 35 aziende, Bergamo con 9,2 milioni per 25 realtà e Cremona (20,5 milioni per 41 imprese). Nella nostra provincia sono 16 le aziende beneficiarie in zone di montagna: 2.740.988 euro il contributo ottenuto, a fronte di investimenti per oltre 6 milioni di euro. La «mappa» del finanziamento è a macchia di leopardo: si va dalle valli – con Bovegno, Collio, Gardone Valtrompia, Vobarno, Villanuova, Corteno e Malegno – e si arriva all’alto Garda con Magasa, Tignale e Tremosine, per finire tra le colline della Franciacorta, con Monticelli Brusati, Gussago e Ome. In testa alla classifica, con un finanziamento di 602 mila euro, l’azienda Germano Eggiolini di Magasa che produce il famoso Tombea. Cinquantotto le altre realtà agricole bresciane che beneficeranno dei fondi a fronte di investimenti che sfiorano i 75 milioni. Cinque otterranno un contributo superiore al milione di euro: si tratta della 3C di Pralboino, del Caseificio Gardalatte di Lonato e delle aziende Dossi di Pontevico, Pratello di Padenghe e Ferrari di Corzano. Il 70% delle aziende proviene dalla Bassa, che si prende la «fetta» di contributo più consistente, pari a quasi 19 milioni di euro. Otto realtà agricole si trovano in Franciacorta, sei sul Garda e tre in città.
Cinzia Reboni

Fonte: Bresciaoggi

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