
L’inserimento fra le “100 Mete d’Italia” risale allo scorso novembre. In particolare, nell’ambito di quell’articolata lista di Comuni d’eccellenza, spicca nella categoria “Agrifoglio”, quella che stilata in relazione alla produzione di tipicità agroalimentari, quindi per spiedo, vini e grappe, vere eccellenze locali. Ma Gussago non si ferma sugli allori e prosegue la sua marcia per il miglioramento dell’immagine del territorio, puntando al turismo eno-gastronomico. Sempre più numerosi, infatti, sono i visitatori che raggiungono, anche da altre province, le colline di Angelo Inganni, le cantine, i ristoranti, i tratturi.
Si rinnova così, anche per il 2018, il virtuoso accordo tra il Comune e i ristoratori, seguendo una strada storica. In antico, infatti, i rustici locali gussaghesi, contrassegnati, come s’usava, da una frasca, offrivano vino, in un happy hour contadino, con uccellini allo spiedo come fossero tramezzini e patatine. Frattanto nei ristoranti, oggi – poiché non ci saranno molte possibilità di ottenere una deroga europea per l’inserimento dei volatili nelle stecche d’acciaio -, proseguono le ricerche per rendere lo spiedo un’esperienza gastronomica sempre più unica; attraverso bouquet di profumi e un accorto uso di legna e carbonella, si rinvia al palato il ricordo dei volatili, lavorando molto sulla morbidezza dei bocconi. Lonza, costine, salvie e profumi ricompongono un piatto lievemente diverso, ma dotato di notevole equilibrio.
Al lavoro anche la Pro loco per rinnovare i successi delle feste che ruotano attorno all’enogastronomia (la Festa dell’Uva ha toccato l’anno scorso la 50ª edizione), mentre prosegue l’opera creativa delle distillerie, che sono sempre più al centro di riconoscimenti internazionali di qualità. «Siamo molto soddisfatti di ricevere attestati così importanti – spiega il sindaco Giovanni Coccoli -; essere inseriti tra le “100 mete d’Italia” è certamente un motivo di orgoglio. Questi e tanti altri riconoscimenti ricevuti sono il frutto del lavoro svolto in questi anni dai ristoratori, dalle distillerie, dai commercianti e dal Comune. Stiamo raccogliendo oggi quanto di buono abbiamo seminato».
Fonte: Giornale di Brescia