Le alluvioni a Gussago

La lapide in ricordo di Ester e Angelo Reboldi in Valgandine
Lapide in ricordo di Ester e Angelo Reboldi in Valgandine – Fotografia di Angelo Cartella

Prima alluvione, 1868
Dopo le alluvioni subite si pensò di correre al riparo con la costruzione di una travata di pietra di traverso al Torrente Canale, al Caricatore, perché l’acqua di Volpione creava grandi fastidi.

Seconda alluvione, 11 giugno 1875
L’11 giugno 1875 fu un giorno tristissimo e memorabile per Gussago. Nel pomeriggio verso le ore 14, un curiosissimo temporale si abbatté sulle colline verso nord. Fu un vero nubifragio. L’acqua cadde a scrosci. Si formarono ruscelli, fossi, torrenti che precipitarono a valle trascinando giù la terra dei fiorenti vigneti di Quarone. Mentre lassù le radici delle piante restavano nude, a Navezze e alla Piazza correva un’acqua densa e limacciosa, era alta quasi un metro e trascinava via animali, tronchi e mobili. Ci furono molte vittime. E quando la furia delle acque si placò a valle il terreno era coperto da uno strato di terra e sassi, alto mezzo metro. Occorse molto lavoro per ripulire i campi, le strade e le case. I Gussaghesi fecero un voto al Signore per essere preservati da un simile flagello: ogni anno alla terza domenica di luglio avrebbero fatto una solenne processione nella festa del Redentore. Mantennero la promessa.

Ndr: la Processione si tenne per diversi decenni, come ebbero occasione di dirmi alcuni anziani. Tuttavia nel periodo di fine anni Cinquanta – inoltrati anni Sessanta pur partecipando (io, Achille), al tempo, a tutte le processioni religiose della Parrocchia centrale non ricordo ve ne fosse una specifica. Poi venne definitivamente abbandonata finendo nel coacervo delle Processioni tralasciate, all’inizio degli anni Settanta. Don Angelo Porta – Parroco dal 18 Novembre 1968 – continuò, per un po’ d’anni, coll’impegno ricordando il “voto”, con una funzione celebrata in chiesa parrocchiale, nell’ambito della Festa del Redentore, la terza domenica di Luglio; quando tutta la brescianità ricordava, come ancora ricorda, la solennità del Redentore sulla vetta del Monte Guglielmo “Gölem”. In detta occasione il Prevosto, più volte, cennò alla presenza delle formelle marmoree murate sulle pareti della pre-Sagrestia, a perpetua memoria del “Voto” formulato dagli antichi gussaghesi dell’Ottocento, scampati alle ripetute alluvioni.

Terza alluvione, 30 maggio 1931
Il 30 maggio 1931, Gussago ebbe la sua terza alluvione. Sulle colline a nord, da Camaldoli a Quarone e Civine, cadde una grande quantità di acqua in troppo breve tempo. Il terreno non ebbe il tempo di assorbirla e l’acqua precipitò a valle portando terra, ghiaia, sassi, massi e alberi. Da Quarone e Civine l’acqua che si raccolse in Gandine precipitò furiosa e a fiume nel torrente La Canale e travolse una ragazza e lo zio che furono ritrovati alla Mandolossa. Il torrente La Canale ed i torrenti formatisi invasero le campagne di detriti dal Caricatore fino in fondo al paese; si riempirono di acqua, melma, ghiaia, le cantine e le parti a pianterreno delle case. Le strade furono divelte in parte, con profonde buche, in parte coperte da montagne di detriti; gli alti muri che cingevano i campi in parte caddero sotto la forza dell’acqua. Dai Camaldoli l’acqua coi detriti si riversò sulla Val Forcella, Duài (due valli, località a sud della strada della Forcella), entrò in Piedeldosso unendosi a quella che scendeva dalla Val Volpera. Parte prese la strada che dalla Forcella scende vicino alle case della Manica. Grossi massi si vedevano ovunque vicino alle case, tanti vi rimasero fino a poco tempo fa. A Piedeldosso vennero costruiti i “barbacase” molto sporgenti e alti 1,5 metri alla svolta delle strade per proteggere i muri e per rompere la forza dell’acqua. Ci sono ancora. Chi aveva le case più basse della strada munì l’entrata con paratie di legno (le ciàeghe) assai robuste. Nella parte alta del torrente La Canale e in Val Volpera furono costruiti muraglioni trasversali nel letto del torrente detti paratie (traàse) per rompere la forza dell’acqua e perché l’acqua lasciasse nell’invaso i suoi detriti. Gli invasi si sono ancora ma bisogna tenerli vuoti, puliti dai sassi e dalla sabbia, altrimenti fanno da gradinata al torrente che aumenta la sua velocità. In Quarone vennero piantati i castagni ancora nel 1875 perché con le radici tenessero fermo il terreno e si pensò al rimboschimento, ma oggi in Quarone c’è solo pascolo perché così faceva comodo al proprietario e nessuno ha parlato. Se si ripetessero le stesse condizioni atmosferiche del 1875 e 1931, Gussago sarebbe nuovamente allagata.
Io (Teresa Angeli, cl. 1927; ndr.) avevo quattro anni e abitavo alla Manica nell’ultima casa dei Trebeschi miei antenati di nonna Teresa. Ricordo la fatica degli zii per fermare il portone e le grandi buche che l’acqua scavò lungo la strada oltre il portone.

Ndr: ad onor del vero di alluvione ve ne furono altre due, nel 1911 ed un’altra ancora nel 1925, prima di quella del 31 Maggio 1931; forse quella del 1925 non investì l’intero paese di Gussago pur creando gravi danni e due morti: un nonno e la propria nipotina, entrambi dei Reboldi “Dami” di Civine. L’anziano fu rinvenuto, quasi subito, nel luogo d’incrocio dei torrenti al Caricatore, mentre la piccola dopo qualche giorno, bloccata in una griglia a molti chilometri di distanza. Correva, sempre il mese di Maggio, dell’anno 1925, era il giorno 17 del mese. Sui disastri provocati dell’alluvione del 1931 esistono ampie narrazioni di cronaca pubblicate dal giornali bresciani del tempo.

A cura di Achille Giovanni Piardi
Fonte: Associazione Famiglie Gussaghesi, “I quaderni della maestra Teresa Angeli”.

L’Associazione Famiglie Gussaghesi per rendere i testi facilmente accessibili su Internet ne ha fatto una estrema sintesi. Si tratta di grandi libroni o quaderni, a scopo didattico, del formato 45×55 cm. fotografati, pagina per pagina, da Angelo Cartella per conto dell’Associazione Famiglie Gussaghesi. I libroni originali sono stati, da tempo, ceduti al plesso della Scuola elementare “Teresio Olivelli” di Sale di Gussago che li ha fatti entrare nel patrimonio librario didattico. All’acquisizione delle opere della maestra Teresa Angeli furono presenti per la Scuola il maestro Gian Battista Piscioli e per l’Associazione Famiglie Gussaghesi il Vice Presidente, Angelo Cartella, ed il Consigliere Achille Giovanni Piardi.

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