Altri otto giorni di “arancione rafforzato” per Brescia e provincia

Arancione rafforzato

Altri otto giorni di arancione “rafforzato” per Brescia e provincia. Lunedì sera, su conferma della commissione indicatori, sono state ribadite le misure che prevedono la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado, infanzia compresa. I nidi, invece, potranno riaprire. Un modo per allungare la fascia di “tutela” decisa dalla regione per far rientrare l’emergenza positivi ed evitare il peggio in provincia di Brescia, dove la variante inglese rappresenta fino al 45 per ceto dei casi registrati. Tutto mentre in Prefettura non hanno dubbi e guardano al prossimo mese come a quello cruciale per determinare la svolta di primavera. A un anno dall’inizio dell’emergenza il prefetto, Attilio Visconti, non vuole parlare delle polemiche ma chiede fiducia e tempo. Sì, perché ancora per 4 settimane “sarà dura”, ma la pianificazione della campagna vaccinale ha comunque acceso una luce, seppur ancora flebile, in fondo al tunnel.

«Il colore delle prossime settimane non dipende solo dalla politica ma è legato ai dati – ha spiegato Visconti -. E i dati, attualmente, non restituiscono un quadro tale da far tornare Brescia in altre situazioni. Piuttosto il timore era quello di una zona rossa». Non solo. Visconti punta il dito contro chi non vuole osservare le regole e ignora il pericolo. «Mi duole dire che in questa settimana non abbiamo visto un comportamento maturo da parte di tutti, non soltanto dei giovani – ha proseguito il prefetto -. Abbiamo registrato cattivi comportamenti trasversali. Con i miei occhi ho visto i corsi della città gremiti nell’ora dello shopping. Non erano giovani ma persone di ogni età. Questo quadro non va bene. L’invito era quello di evitare assembramenti». Di più. «Non mi pare ci sia una situazione tale da poter ignorare le indicazioni per mantenere la salute pubblica – ha spiegato il prefetto -. I controlli sono stati potenziati con le forze di polizia che hanno focalizzato gli sforzi nelle aree più a rischio. Le sanzioni per chi non rispetta i divieti sono triplicate così come le pattuglie sono aumentate sia nei turni che nei sopralluoghi su piazzale Arnaldo, al carmine o in Tebaldo Brusato. La polizia locale, ad esempio, ha dislocato 24 pattuglie potenziando ogni singolo turno. Mi pare che più di così non si può pretendere dalle forze dell’ordine. Manca forse una completa presa di coscienza dei cittadini». Ma il malcontento dei sindaci rimane alto. «Protestare perché i cannoni non sparano, nella consapevolezza che non ci sono i proiettili che senso ha?- si è chiesto Visconti – Questi sono esercizi di politica a cui io non mi presto. Potremo ragionare quando arriveranno i vaccini. I piani ci sono, gli hub anche così come il personale e le prenotazioni. Ma se mancano le dosi di cosa si può discutere? Ad oggi tutto prosegue secondo lo schema che è stato organizzato, tanto che le forze dell’ordine sono state chiamate secondo quanto previsto nelle scorse ore. Ho fatto lo stesso discorso agli industriali: i piani sono tutti ottimi, ma se manca la materia per vaccinare non si può fare polemica che no porta a nulla». La Prefettura non ha mai smesso di seguire l’evoluzione dello stato pandemico in strettissimo contatto con i vertici del sistema sanitario bresciano.

L’attenzione è sempre rimasta alta, tanto che i web team istituiti durante il lockdown hanno continuato e continueranno ad essere operativi. «L’intervento da fare in queste ore sarà su due livelli – ha chiuso ogni polemica Visconti -: da una parte quello culturale facendo capire che le regole vanno seguite, quindi quello organizzativo per consentire alla provincia di coordinare ogni istituzione ed evitare problemi. Brescia, come le altre realtà nazionali, intraprenderà tutte le iniziative necessarie per poter affrontare ogni situazione critica che possa accadere. Per ora, però, proseguiamo gestendo il quotidiano e facendo rispettare le regole e i divieti previsti dalla fascia arancione rinforzata». La collaborazione tra istituzioni rimane il perno della strategia anti-contagio aspettando che la campagna vaccinale entri nel pieno e inizi a coprire il territorio senza più tentennamenti. E i sindaci dovranno ancora portare pazienza, fidandosi del piano studiato da Guido Bertolaso.
Giuseppe Spatola

Fonte: Bresciaoggi

Per approfondire:
ordinanze Regione Lombardia

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