L’Anffas festeggia il primo mezzo secolo

Anniversario Anffas 2016

Quando nel 1966 centocinquanta famiglie si unirono per creare la sezione bresciana dell’Anffas, difficilmente avrebbero potuto immaginare che lo sforzo per dare ai loro figli una vita migliore sarebbe stato un esempio anche a cinquant’anni di distanza. L’associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e relazionale ha creato nel tempo un percorso dove l’assistenza ai bisogni della persona «va di pari passo con il costante impegno per rimuovere gli ostacoli presenti nella società» come sottolineato dal presidente della onlus Maria Villa Allegri.

«Abbiamo sempre operato nella città e con la città – aggiunge Villa Allegri, attualmente anche vicepresidente nazionale dell’Anffas -, in stretto rapporto con le istituzioni e con le persone». Per questo motivo saranno numerose le autorità che alle 16.30 di venerdì 17 marzo 2016 nella sala conferenze del museo di Santa Giulia, tributeranno i loro omaggi in occasione del cinquantesimo anniversario dell’associazione. I festeggiamenti per l’importante traguardo si protrarranno però lungo tutto l’arco dell’anno, con la rassegna «Oltre ogni limite» che si concluderà nel mese di novembre. Dalle iniziative per la giornata mondiale dell’autismo del 2 aprile, al concerto del 25 settembre del noto pianista Francois-Renè Duchable, Anffas sarà protagonista nella vita di Brescia portando in giro per la città il suo messaggio d’inclusione e di umanità.

«Siamo parte integrante della comunità – afferma il direttore della onlus Marco Faini -, e grazie a questa posizione possiamo lavorare non solo sulle persone ma anche sul contesto in cui esse vivono». Attualmente l’Anffas conta 300 soci e fornisce servizi e attività nel campo della disabilità intellettiva. Informazione e orientamento per le famiglie, consulenza e protezione giuridica sono alcuni dei capisaldi dell’associazione, che da quest’anno avrà a disposizione un nuovo strumento per aiutare chi ha bisogno. Nascerà infatti presso la onlus, nella sede di via Michelangelo a San Polo, il primo Centro anti discriminazione della provincia di Brescia, incaricato dal Governo di tutelare le persone con disabilità vittime di discriminazione.

Dal 1982 all’attività dell’Anffas si affianca quella della Fobap, fondazione bresciana assistenza psicodisabili, specializzata nell’assistenza diretta ai bisogni dei disabili. I tre distretti di Brescia, Gussago, e Alto Garda coinvolgono circa 350 persone attraverso 18 servizi, gestiti da 210 dipendenti e 190 volontari. «Siamo due realtà distinte, seppur la Fobap sia a marchio Anffas – afferma il direttore della fondazione Filippo Perrini -, ma lavoriamo a stretto contatto per formare un sistema». A cinquant’anni di distanza Anffas e Fobap sono l’esempio lampante «di ciò che si può fare partendo dal basso, cioè dall’iniziativa e dalla generosità delle persone – sostiene Maria Villa Allegri -. Il nostro futuro è con i disabili e nel territorio» per fare dell’inclusione la parola d’ordine della società.
Stefano Martinelli

Fonte: Bresciaoggi

Intervista alla presidente Maria Villa Allegri

Un sistema che integra tutela dei diritti ed erogazione di servizi per sostenere la persona disabile, favorendo così la sua inclusione nella società». Così Maria Villa Allegri definisce la vocazione di Anffas-Fobap. «L’Associazione e la Fondazione si integrano, lavorando in squadra». Perché la finalità, spiega il direttore di Anffas Marco Faini, «non è soltanto l’assistenza ambulatoriale, ma la promozione dell’utente nel suo ambito di vita, coinvolgendo chi gli sta vicino». Quest’ultimo, ribadisce la presidente, è un passaggio fondamentale «per rimuovere gli ostacoli che impediscono ai disabili, intellettivi e relazionali, una vita degna, in condizioni di pari opportunità, in una società capace di modificare le regole del proprio funzionamento per essere accessibile a tutti».

Del resto, una delle azioni dell’Anffas (a livello provinciale, regionale e nazionale) è proprio intervenire sulle istituzioni per adeguare leggi, norme, comportamenti, scelte amministrative. «Siamo parte di una comunità – ribadisce Faini – e dunque ben disposti ad avere un rapporto propositivo con le istituzioni». L’Anffas è una realtà profondamente legata a Brescia. «La città – conferma Maria Villa Allegri – è stata molto attenta e generosa con noi. I Bresciani sono sempre disponibili quando percepiscono che una realtà è seria e affidabile». Le celebrazioni sono anche un momento «per ringraziare chi in questo mezzo secolo ci ha aiutato».

Un cammino lungo, iniziato «quando 150 famiglie decisero di creare una sezione per disabili nella scuola speciale Amba d’Oro di Brescia». Era il 1966. Si partì con i laboratori: «Il mondo della disabilità usciva dagli istituti grazie all’impegno delle famiglie, che si mossero in prima persona». Nel 1966, sottolinea il direttore della Fobap, Filippo Perrini, «la parola d’ordine che cambiò le cose era: servizi autogestiti, piccoli ma concreti, legati al territorio e alle famiglie». Così è stato, con uno sviluppo che non sarebbe stato possibile senza il sostegno della comunità e delle istituzioni bresciane. «Questo anniversario è un momento di emozione per il nostro mondo», confessa la presidente, che ricopre anche il ruolo di vice presidente regionale e nazionale dell’Anffas. Non è protagonismo, piuttosto un contributo di esperienza: a riprova di quanto l’Anffas bresciana sia apprezzata fuori dei nostri confini.
Enrico Mirani

I servizi del Fobap a favore di 350 utenti

Diciotto servizi per 350 persone con disabilità varie, fra le quali 80 minori; 210 dipendenti, 190 volontari (che donano 28mila ore di impegno all’anno), 8 milioni di fatturato, corsi di formazione che coinvolgono annualmente un migliaio tra familiari, operatori della scuola, assistenti alla persona. È la carta di identità della Fobap, presieduta da Giovanni Farinacci e diretta da Filippo Perrini. «Il nostro è il gruppo più significativo a livello nazionale», sottolinea
quest’ultimo. «Un sistema – prosegue Perrini – nato con la mobilitazione dal basso, voluto dalle famiglie, costruito aggiungendo alle risorse pubbliche quelle private delle donazioni». Un percorso cominciato nel 1966. Fobap gestisce un Centro per l’autismo a Brescia, sei Centri residenziali a Gussago, Toscolano Maderno, Roè Volciano e Brescia, un Ostello a Toscolano Maderno, sette Centri diurni a Brescia e Toscolano Maderno. L’ultimo nato della galassia Fobap è il
Centro per l’autismo «Francesco Faroni», dedicato ai minori (vedi www.fobap.it).

Fonte: Giornale di Brescia

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