All’appello manca un milione e mezzo: il Comune corre ai ripari contro l’evasione

Un milione e mezzo di euro in tasse e multe non pagate dai gussaghesi nel quinquennio 2012-2016; il Comune di Gussago corre ai ripari. Controlli incrociati, in occasione della distribuzione dei nuovi kit per la raccolta porta a porta del vetro e delle lattine, e l’incarico a un’agenzia incaricata per la verifica delle somme non pagate (in stretta collaborazione con l’Ufficio tributi del Comune). Sono questi i nuovi strumenti adottati dall’Amministrazione. A sollevare la questione è stato Stefano Bazzana, consigliere del Pd. «Le somme ancora da riscuotere nel periodo 2012-2016 – ha recentemente scritto il capogruppo del Partito democratico sui social e su “Il Tandem”, periodico distribuito dal Circolo Pd di Gussago – ammontano a 1.440.000 euro e riguardano Imu-Tasi, tassa rifiuti e multe varie. Ciò che preoccupa è il trend dell’indice di morosità, in costante crescita: dal 10,69% del 2012 al 16,86% del 2016. Ergo un gussaghese su sei non paga. In sintesi: c’è molto da fare, sia a livello organizzativo, sia a livello di capacità di riscuotere. Non è possibile che nel 2016 Gussago abbia introitato 271 euro mentre Comuni a noi vicini hanno recuperato centinaia di migliaia di euro».

Pronta la replica del sindaco Giovanni Coccoli: «Le operazioni di verifica e riscossione sono attive da anni ma avevano portato a scarsi risultati in quanto il tutto veniva gestito autonomamente dall’agenzia incaricata». «Abbiamo quindi deciso – prosegue il primo cittadino – che ora sarà l’Ufficio tributi a segnalare i singoli casi all’agenzia che poi dovrà agire di conseguenza. Una collaborazione, questa, che speriamo porti a maggiori risultati. Abbiamo inoltre approfittato della distribuzione dei bidoncini del vetro e delle lattine per effettuare un controllo incrociato che viene fatto su due fronti: su chi non ha mai pagato e su chi, invece, non è in regola con i pagamenti Tari». L’evasione della tassa sui rifiuti grava sul Comune per circa 80 mila euro, «in parte dovuta al mancato pagamento della imposta – ha proseguito Coccoli -, ma il grosso deriva da alcune utenze non domestiche che hanno chiuso i battenti e non si sono messe in regola con queste tasse. Su questo fronte comunque si sta lavorando e qualcosa si sta recuperando». Il sindaco spera di portare nuova linfa nelle casse: «Chiaramente per quanto concerne le evasioni relative alle tasse non comunali, i soldi andranno allo Stato, ma il Comune riceverà comunque una percentuale, pari al 20% della somma riscossa».
Federico Bernardelli Curuz

Fonte: Giornale di Brescia

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