
Giusto il tempo di prendere una boccata d’ossigeno «respirabile» e Brescia è ripiombata sotto una cappa di smog. E allora, da oggi, allo scoccare del settimo giorno consecutivo di aria tossica, non solo scattano i divieti d’emergenza del “livello 1” (tra limiti per la circolazione dei veicoli e riscaldamento), ma la Loggia è pronta a richiamare all’appello la Regione. L’obiettivo – che il capoluogo intende condividere con i Comuni di agglomerato – è di non fermarsi al semplice protocollo in vigore, ma di tentare di avviare misure più strutturali, come già più volte chiesto in passato. Pensando per tempo – e non semplicemente aspettando – come agire e quali contromisure adottare se e quando si raggiungerà il 35esimo giorno «fuori legge», limite massimo stabilito dall’Ue, che già nei giorni scorsi ha bacchettato il territorio Bresciano.
E se oggi inizierà il tamtam di telefonate tra i diversi Comuni (la prima telefonata sarà tra Brescia e Bergamo), quel che resta certo è che in settimana il Pirellone si vedrà recapitare una «richiesta di convocazione di un Tavolo urgente sull’emergenza aria». Ad assicurarlo è l’assessore titolare della partita in Loggia, Gianluigi Fondra. «È necessario tracciare il punto: ormai i tempi sono maturi per fare un bilancio del protocollo». Un bilancio ma anche un tagliando. Due, infatti, le richieste che Brescia intende avanzare. La prima: l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa) deve essere più chiara e più tempestiva nella comunicazione. «Non si può avere questo scarso preavviso – chiarisce Fondra -, a volte non si ha la certezza dell’entrata in vigore delle limitazioni neppure 24 ore prima, tempistica stabilita dalla Lombardia e peraltro per noi insufficiente». L’idea sarebbe infatti di riuscire ad informare i cittadini rispetto a regole o divieti d’emergenza, che potrebbero causare limitazioni alla circolazione, 48 ore prima del via degli stessi. La seconda richiesta è puramente strutturale e va a ripescare un appello che la Loggia aveva già pregato la Regione di ascoltare, ma senza esito alcuno: la diminuzione dei limiti di velocità in autostrada sancita all’interno di un’ordinanza regionale. «Al punto in cui ci troviamo un provvedimento che intervenga con regole precise e strutturali su tutto il territorio lombardo è fondamentale, altrimenti si continuano a mettere toppe non efficaci – rimarca il titolare dell’Ambiente -. Chiederò di nuovo all’assessore regionale Terzi di provvedere, perché è la Lombardia a dover stringere gli accordi necessari con i gestori autostradali».
La proposta era stata peraltro vagliata anche dal Ministero dei Trasporti (proprio su richiesta del Pirellone), dove un gruppo di lavoro ha analizzato proiezioni, ricadute, vantaggi e svantaggi. E alla fine ha detto sì. «Passando dai 130 ai 110 km orari lungo l’autostrada A4 – spiega Fondra – si riuscirebbe ad abbattere il peso delle polveri sottili del 13-18% a seconda dell’estensione territoriale su cui si agisce. Questo metodo, basato su uno studio scientifico e approvato da Roma, merita di essere sperimentato».
Nuri Fatolahzadeh
Pm10 alle stelle, ecco tutte le limitazioni
Le concentrazioni di Pm10 hanno di nuovo scavalcato il limite massimo di 50 microgrammi per metro cubo, riattivando da questa mattina i divieti per la circolazione dei veicoli e le restrizioni sulla gestione del riscaldamento. A stabilire le contromisure del cosiddetto «livello 1» è il protocollo di intesa siglato da Regione, Anci, Arpa ed enti locali.
Quali le limitazioni in vigore?
È vietato l’utilizzo, in ambito urbano, delle auto private Euro 3 diesel dalle 9 alle 17; per i veicoli commerciali (sempre di classe emissiva Euro 3 diesel) lo stop è in vigore invece dalle 7.30 alle 9.30. Nessun tipo di veicolo può invece sostare a motore acceso. Per quanto riguarda il riscaldamento, è vietato l’uso di generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa (in presenza di un impianto alternativo). Per quanto riguarda le abitazioni, gli spazi e gli esercizi commerciali la temperatura non può superare i 19° (con una tolleranza massima di 2°C). Divieto assoluto, infine, perqualsiasi tipologia di combustioni all’aperto (falò, barbecue).
Fonte: Giornale di Brescia