Museo del gusto addio, per la Santissima l’idea di un’esposizione

Santissima 2015

Mancano i soldi. E il progetto del Museo del gusto tramonta definitivamente a Gussago, nella collocazione della Santissima. Lo ha annunciato informalmente il sindaco Coccoli, di ritorno dal Senato con il riconoscimento assegnato a Gussago come una tra le 100 migliori mete d’Italia. Tanta gioia per il riconoscimento, un po’ di amarezza per un complesso obiettivo da centrare; il recupero funzionale dell’antico convento domenicano, che sorge sulla collina del Barbisone, poi trasformato in un sognante castello neogotico dall’architetto Vantini per il miniaturista Gigola.

«Per la Santissima non ci sono sviluppi – dice il sindaco – Basta museo del gusto, ormai possiamo dire che il progetto è stato definitivamente accantonato. Il recupero esterno della struttura procede con la sistemazione dei muri a secco da parte dei volontari del Gruppo Sentieri. Poi andremo a vedere nei prossimi mesi in funzione dell’incarico conferito per la ricerca di fondi finanziamenti o bandi». L’edificio è in discrete condizioni strutturali, ma pure se si dovesse avviare la sistemazione di infissi, finestre e se si dovesse rendere praticabile lo splendido spazio al pubblico – senza pensare ad interventi costosissimi di ripristino – sarebbero necessari diversi lavori, anche se non si dovesse procedere con un restauro, lasciando i muri così come sono e quel senso di mistero che un rudere parzialmente recuperato emana.

La progettualità non si ferma. L’ipotesi certamente più interessante era quella di seguire l’esempio del castello di Padernello, per il quale non è stato seguito un criterio di modernizzazione; poi, Padernello, è anche un esempio nell’ambito della cosiddetta sostenibilità, con l’utilizzo degli spazi per numerose attività culturali – mostre e spettacoli – che fungono da richiamo anche per i ristoranti della zona. Pure il nuovo progetto dei bassaioli relativo alle botteghe di artigianato artistico piace ai gussaghesi.

Il tramonto del museo del gusto, al di là dei costi del recupero della struttura per farne uno spazio di esposizione permanente, è stata suscitata anche dal fatto di non creare repliche di realtà – anche private – che sono emerse negli ultimi anni. L’idea che gode del più alto indice di praticabilità è quella di uno spazio polifunzionale integrato, al quale sia possibile giungere attraverso restauri minimi. Un punto in cui la cultura dialoghi con la buona tavola o con le cerimonie, come i matrimoni. Mostre temporanee, itinerari nella pittura di Inganni, che qui abitò per diversi anni e molte altre idee potrebbero svilupparsi grazie all’intervento congiunto di Comune, associazioni, studiosi, ristoratori e commercianti. «Il riconoscimento romano – dice il sindaco Coccoli – ci spinge ad un impegno sempre maggiore».
Federico Bernardelli Curuz

Fonte: Giornale di Brescia

RESTA SEMPRE AGGIORNATO CON LE NOSTRE NOTIZIE!

- iscriviti al canale WhatsApp di Gussago News
- iscriviti alle Newsletter di Gussago News