
L’artista gussaghese Renato Missaglia protagonista a Milano del nuovo progetto “Soglia”, un’esperienza che coniuga la pittura tradizionale con le nuove frontiere dell’intelligenza artificiale presso la galleria “Il Forte Arte” di Patrizia Grigolini. L’evento, ospitato nelle sale del prestigioso Palazzo Bagatti Valsecchi in via Santo Spirito, vede il maestro di Gussago protagonista di una ricerca sul linguaggio dell’arte contemporanea intesa come luogo di ascolto e relazione. L’esposizione si propone di esplorare le forme di connessione tra la sensibilità umana e le tecnologie digitali attraverso un percorso sperimentale e poetico.
Al centro della proposta artistica si colloca un trittico di opere firmate da Missaglia, intitolate “Rassegnazione affettiva”, “Gelosia territoriale” e “Vergogna”. Questi lavori fungono da dispositivo generativo dell’intera esperienza, orientando il ritmo della conversazione e lasciando aperti gli esiti dell’interazione con il pubblico. L’artista, che da decenni risiede a Gussago e opera a livello internazionale intrecciando pittura e dimensione interiore, abita il tempo del dialogo all’interno della galleria, condividendo con i presenti lo sguardo sul processo creativo nel suo divenire.
L’intelligenza artificiale interviene nel percorso espositivo sotto forma di Luminosa, un’entità progettata da Marco Barbesta. Luminosa non è concepita come un semplice supporto tecnico, bensì come una voce partecipe che raccoglie le suggestioni dell’ambiente e restituisce domande ai visitatori, facilitando una mediazione culturale profonda. Questo aspetto del progetto si inserisce nella ricerca di Barbesta sul rapporto tra algoritmi dialogici e pratiche culturali, sviluppata in collaborazione con contesti accademici internazionali e spazi espositivi.
Il pubblico è invitato a partecipare attivamente a questo esperimento relazionale dove ciò che conta non è il risultato finale, ma le interazioni che nascono nello spazio del confronto. Parole, silenzi e intuizioni diventano la traccia di un dialogo ininterrotto tra l’opera e l’osservatore. L’iniziativa rappresenta un momento di rilievo per la comunità di Gussago, testimoniando la capacità dei suoi esponenti culturali di confrontarsi con le sfide della contemporaneità in contesti di prestigio.