La “banda dei bar” colpisce ancora

Furti

Serie di furti in botteghe e negozi anche nei paesi confinanti. Commercianti esasperati.

La Franciacorta sotto l’assedio della «banda dei bar». Un’escalation di effrazioni è avvenuta in questi giorni tra botteghe e negozi di Gussago. Il modus operandi è costante: lo sfondamento della vetrina, cui seguono un rapidissimo e lucido raid a caccia dell’incasso e poi la fuga, il tutto in massimo tre minuti. Le indagini delle forze dell’ordine starebbero volgendo verso un gruppo di «professionisti», probabilmente italiani, dai venti ai quarant’anni di età, che sta prendendo di mira i negozi franciacortini. Episodi molto simili si stanno registrando, infatti, oltre che a Gussago, anche a Ospitaletto, Cellatica, Rodengo Saiano e Castegnato. Non si arresta neppure il fenomeno dei ladri funamboli, che, invece, si sono specializzati nell’incursione nelle abitazioni, spesso in orari pomeridiani.

«Non ne possiamo più – dicono i commercianti e i cittadini -, abbiamo paura a uscire la sera, anche solo per buttare via lo sporco. È una situazione insostenibile, negozi e case sono sotto attacco, in questo periodo più che mai. Le forze dell’ordine dovrebbero intensificare i controlli, soprattutto di notte». Una piadineria di Gussago è stata addirittura presa di mira due volte in due giorni da questa banda, che ha piazzato due colpi in fotocopia: «Fino ad ora, in dieci anni di attività – racconta il titolare della piadineria Puntofermo – non avevo mai subìto un furto. Questi criminali sono entrati la prima volta alle 5.30 di mattina, sfondando la porta con la panchina che abbiamo fuori dal negozio e sono riusciti ad entrare, per poi darsi alla fuga in meno di tre minuti. La stessa cosa due giorni dopo alle 3 di mattina. È veramente assurdo». La banda è fuggita con cassa e incasso, prodotti alimentari e un’affettatrice. In entrambi i casi l’allarme è stato dato dall’inquilino di una abitazione vicina, il quale ha avvisato le forze dell’ordine e, alzando la cornetta del citofono, è riuscito a sentire i malviventi che parlavano fuori dal negozio, poco prima della loro rapidissima fuga. Nessun accento straniero; i malviventi, dunque, sarebbero italiani, probabilmente del posto.

Effrazioni o tentativi di effrazione anche in altri bar del territorio; nella quasi totalità dei casi lo strumento dello scasso è stato la copertura in ghisa di un tombino, usata per sfondare la vetrina. «Nella notte tra martedì e mercoledì sono stati fatti passare numerosissimi bar e tutti con la stessa modalità di azione – dichiarano i commercianti, esasperati -. In pochissimo tempo portano via l’incasso e tutto quello che riescono». Dalle registrazioni video emergerebbe, ricorrente, la presenza di una figura sui 40 anni circa, con cappellino e giubbotto di pelle e di un’Audi di colore scuro o una Bmw.
Federico Bernardelli Curuz

Fonte: Giornale di Brescia

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