Bertolaso incontra i 19 Comuni inseriti nell’elenco prioritario delle vaccinazioni per gli over 60. Gussago è escluso

Vaccino Covid

Nel fine settimana, mentre nel Bresciano si contavano circa 3 mila nuovi casi di Covid, molti Comuni hanno scritto mail alla Regione per chiedere chiarimenti sui programmi vaccinali per gli over 60 e sulla lista dei 10 Comuni con priorità assoluta. Oggi i sindaci avranno una risposta dal consulente del piano vaccinale lombardo, Guido Bertolaso. È infatti in programma la riunione della conferenza dei sindaci di Ats Brescia, guidata da Roberto Tardani (primo cittadino di Lonato) alla quale parteciperanno le Asst, l’Associazione dei Comuni Bresciani, i sindaci dei paesi che ospitano gli hub vaccinali. Una riunione fondamentale per fare chiarezza sui ritardi – tutti bresciani – della profilassi. E su quando verranno convocati gli over 60 dei comuni con tanti contagi, da Orzinuovi a Marone, passando per Chiari e Castrezzato, escludendo però paesi da zona rossa (come Gussago e Corzano). «Non so nulla di questo piano» tuona Tiziano Belotti, sindaco di Rovato. «Aspettiamo indicazioni» gli fa eco Gianpiero Maffoni da Orzinuovi.

Bertolaso la scorsa settimana aveva individuato 103 Comuni con contagi alle stelle (ben oltre il limite della zona rossa, ovvero di 250 ogni 100 mila abitanti) dove partire il prima possibile con le vaccinazioni. Si è iniziato in 8 paesi al confine con la Bergamasca – per ora riservate solo agli over 80 – con l’intento di creare uno sbarramento al dilagare del virus verso Ovest. Sabato è stata poi predisposta una seconda lista, con altri 19 Comuni, ma senza formalizzare la decisione ai sindaci. Di qui l’urgenza di indicazioni, necessarie a informare i cittadini. Nell’attesa Coccaglio è al lavoro per dare attuazione al piano vaccinale: «Abbiamo già iniziato a coinvolgere i volontari – spiega il sindaco Alberto Facchetti – che saranno parte importante delle operazioni, ma bisogna fare in modo che non vadano sprecate risorse preziose».

L’apprensione e il disappunto si sono diffusi anche tra i primi cittadini di paesi con acclarate criticità, rimasti esclusi dalla lista delle priorità. Tanti nelle ultime ore hanno scritto al governatore Fontana, chiedendo «lumi» sulle scelte di Bertolaso; tra loro c’è anche il sindaco di Corzano, paese di 1400 abitanti che a inizio febbraio è finito sui giornali di mezzo mondo per via del record di contagi causati dalla variante inglese, che ha infettato il 15% della popolazione. «Non voglio alimentare polemiche ma ho chiesto quali specifiche sono state adottate nella scelta dei comuni dove saranno prioritariamente vaccinati gli over 60, perché tanta gente in paese mi chiede come può prenotarsi e noi non sappiamo cosa rispondere» dice Giovanni Benzoni. Già. Nell’elenco dei prossimi 19 comuni con priorità vaccinale c’è il comune confinante, Pompiano, «che ha il nostro stesso numero di casi ma il triplo di abitanti» aggiunge il primo cittadino che chiede – come tanti suoi colleghi – più dialogo con i comuni. «È possibile che abbiano scelto dei criteri geografici, per creare una cintura contenitiva al virus, ma ce lo devono dire. L’unico aspetto positivo della recrudescenza della pandemia è che adesso la quasi totalità dei cittadini vuole fare il vaccino. Sono rientrate tutte le perplessità della prima ora».

Anche Monticelli Brusati, Corte Franca e Passirano hanno chiesto di rientrare tra le priorità. E pure Gussago, dove il sindaco Giovanni Coccoli ha già pronta l’ordinanza di chiusura di parchi e mercato del sabato. «Dovrò per forza ricorrere agli strumenti in mio possesso in modo da gestire la situazione, almeno finché non saremo compresi negli elenchi delle urgenze». Troppi contagi e troppa gente in giro. «Sono comprensibili rabbia e stanchezza ma non posso permettere che Gussago paghi un prezzo ancora più alto». Pesante il carico di responsabilità per i sindaci. «Ci si può far sorprendere dalle varianti, dalla maggiore virulenza, ma non dagli aspetti organizzativi. Se si varano provvedimenti a livello nazionale e regionale, bisogna che ci siano le condizioni per metterli in atto. I controlli? I sindaci non hanno personale. Perché non utilizzare l’esercito?». Completata, o quasi, la somministrazione ai 34 mila operatori sanitari, si procede, a rilento, con gli ultraottantenni. Circa 7 mila quelli vaccinati nelle rsa. Per gli altri, spesso, c’è il disagio di trasferte di 20-30 chilometri per poter avere la dose promessa. Ma la grave situazione sanitaria richiede una svolta rapida. «Brescia è di nuovo in affanno – sottolinea il presidente della Provincia, Samuele Alghisi, rivolgendosi direttamente a Bertolaso -. Bisogna partire immediatamente con un piano di vaccinazione a tappeto. Solo questo potrà consentirci di tornare a livelli accettabili. Abbiamo bisogno che tutti i vaccini siano dirottati sul Bresciano».

Fonte: Corriere della Sera – Ed. Brescia

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