
Ci sono voci che le statistiche sulla qualità della vita trascurano. Ci sono passioni dei cittadini che vengono date per scontate. Ci sono numeri che in una ipotetica candidatura di Brescia a capitale italiana della cultura potrebbero assumere una rilevanza speciale: meritano dunque cura, attenzione, possibili incrementi. Sono i numeri che riassumono il mondo delle biblioteche civiche, i loro frequentatori, i prestiti che erogano. In altra occasione è già stato notato che i teatri hanno (a Brescia come altrove) più abbonati dei cosiddetti sport di massa. Non è snobismo: è un dato di fatto. Se si guardasse agli accessi alle biblioteche comunali ci si accorgerebbe che proprio queste sono fra i servizi pubblici a più alta frequenza: infrastrutture del sapere meritevoli di attenzione, bisognose di cure assidue.
L’11% dei bresciani frequenta le biblioteche e chiede in media 11 libri in prestito a testa ogni anno. La città conta 9 biblioteche comunali (Queriniana compresa) a cui vanno aggiunti emeroteca, mediateca e bibliobus. In città nel 2015 gli utenti erano 20.970. La Provincia ne ha censiti 16.670 nel novembre scorso, al momento dell’integrazione del sistema urbano nella Rete bibliotecaria bresciana che ora ha 191mila utenti.
In provincia ci sono alcuni gioielli architettonici e di funzionalità, figli di una politica inaugurata dal bresciano Sandro Fontana quando era assessore regionale alla Cultura. Due biblioteche (Concesio e Chiari) superano oggi i quattromila utenti. Tre (Rovato, Montichiari e Desenzano) i tremila. Quattordici superano i duemila utenti (Rezzato, Ospitaletto, Ghedi, Sarezzo, Palazzolo, Travagliato, Leno, Mazzano, Sirmione, Gavardo, Manerbio, Gussago, Lumezzane, Nave). Il numero dei frequentatori cresce con il moltiplicarsi delle iniziative, l’entusiasmo e la bravura dei bibliotecari, le opportunità offerte agli utenti.
Alle politiche adottate in provincia potrebbe guardare con spirito di emulazione, se non competizione, anche il capoluogo. Per valutare la ricchezza del patrimonio contano gli acquisti della singola biblioteca ma più ancora la dotazione della Rete: i sistemi telematici e i prestiti interbibliotecari hanno moltiplicato servizi e opportunità. Oggi il lettore bresciano ha a disposizione 1,2 milioni di titoli e oltre 5 milioni di esemplari. I tempi per chiedere la copia di un volume sono sempre più brevi. Il libro non è morto, le biblioteche sono vive, e fra i loro scaffali si aggira una minoranza corposa e consapevole che merita rispetto e grandissima attenzione.
Massimo Tedeschi
Fonta: Corriere della Sera – Ed. Brescia