
Capodanno amaro per i ristoratori bresciani. Una pioggia di disdette sta spegnendo la speranza di tornare alla normalità, in un settore tra i più colpiti dalle restrizioni per la pandemia. “Continuano ad arrivare disdette – spiega Emanuela Rovelli, chef e titolare dell’Osteria dell’Angelo a Gussago nonché presidente di Arthob, associazione ristoranti, trattorie, hostarie bresciane – ho sentito molti colleghi, siamo tutti nella stessa situazione. Qualcuno addirittura ha dovuto chiudere perché ha il personale in quarantena, per cui non riesce a garantire il servizio”. Al primo pomeriggio di ieri, si stimava almeno un 20% di cancellazioni di prenotazioni fatte da tempo.
“Ma continuano ad arrivarne, temiamo che il 31 dicembre ci sarà il boom – sottolinea Rovelli – è un grosso problema, perché purtroppo i posti persi difficilmente saranno rimpiazzati”. Le cancellazioni non colpiscono solo i ristoratori, ma si ripercuotono a catena su tutta la filiera. “Chi può annulla gli ordini, per cui anche i fornitori pagano le conseguenze di questa situazione”. L’asporto non riesce a compensare le perdite. “Ci sono molte disdette anche sulla consegna a domicilio, perché chi si era organizzato per un cenone in casa ha dovuto cambiare i programmi a causa di quarantene e positività”. I ristoranti lamentano anche poca chiarezza nell’aggiornamento delle norme anti-Covid. Ad esempio, per andare al ristorante serve la Ffp2? “Bella domanda. Non abbiamo mai comunicazioni chiare e precise. Come associazione siamo noi che chiediamo chiarimenti alla Prefettura, perché dobbiamo dare risposte certe agli associati”.
In pizzeria la situazione è analoga. “Un disastro – commenta Francesco Giordano, proprietario della Pizzeria Ristorante Serenella – ci eravamo illusi che tutto stesse andando bene, ma ora ci è crollato il mondo addosso, abbiamo disdette a non finire, un buon 50%”. Anche tra chi sceglie di mangiare fuori, il clima non è sereno. “Le persone chiedono di stare a metri di distanza dagli altri, si respira la preoccupazione, non c’è serenità né la voglia di festeggiare”, commenta Giordano. Secondo una stima di Confcommercio, a dicembre i ristoratori e locali bresciani hanno perso 20 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2019, in un periodo che, per altro, vale circa il 20% del fatturato totale. “Speriamo nel nuovo anno – conclude Giordano – quello che vedo è che la gente ormai sta alle regole anche senza che nessuno gliele imponga: per questo credo che bisognerebbe allentare i toni allarmistici”.
Federica Pacella
Fonte: ilgiorno.it