La Lombardia approva la legge per curare i disturbi alimentari. Ambra: “Combattiamo insieme”

Ambra bulimia

La sua «fame di vita» l’ha chiusa in un libro che, non a caso, è intitolato «InFame»: pagine in cui Ambra Angiolini ha raccontato la sua battaglia contro i disturbi alimentari. Ora l’artista bresciana d’adozione, grazie all’incontro con la consigliera regionale Simona Tironi, si è avvicinata al Centro Pilota per il Trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare degli Spedali Civili di Brescia e Villa Miralago a Cuasso al Monte in provincia di Varese e ha iniziato un percorso con i giovani pazienti.

«Ho sofferto di bulimia per quasi 12 anni, un periodo molto lungo e faticoso – ha raccontato Ambra -. In quegli anni, però, ho avuto modo di conoscermi, so che ho quel timbro, ma con difficoltà ho saputo trasformarlo in sentimenti, amore, vita. Questo è possibile solo se si affronta un percorso. All’inizio la parte più difficile è accettare di essere malata, di aver bisogno di aiuto e capire dove andare. Dodici anni fa non ho trovato nulla di tutto questo. Ero sola, nessuno sembrava voler ascoltare e di centri specializzati in disturbi alimentari non ce n’erano molti».

Diversa è la rete che Regione Lombardia ha strutturato e implementerà grazie alla legge regionale approvata e di cui Ambra ha accettato di essere testimonial. Verranno stanziati 1,5 milioni di euro all’anno, che si aggiunge alle risorse già previste su questo tema per le attività in essere e che attualmente ammontano a circa 4 milioni di euro l’anno. Ambra ha incontrato i 18 pazienti del centro di Gussago e ha iniziato con 8 di loro un percorso che porterà alla realizzazione di uno spettacolo teatrale. «Le ragazze con cui sto collaborando – ha rimarcato Ambra – hanno fatto cose incredibili e abbiamo deciso di fare uno spettacolo teatrale, dove si dia un peso anche ai loro sentimenti, dando delle misure, visto che oggi sono così importanti, a quello che sentono. Da qui nasce la base dello spettacolo che si chiamerà “Io voglio essere mia”, perché la malattia ti porta via te stessa, e la tua persona».

«Questa legge – ha spiegato il vice presidente della commissione Sanità, Tironi che a Milano ha pure accolto il presidente della comunità Lautari per il recupero dalle dipendenze, Andrea Bonomelli – ha preso spunto da una serie di visite a strutture lombarde che si occupano di disturbi della nutrizione e dell’alimentazione come il Centro Pilota per il Trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare degli Spedali Civili di Brescia e Villa Miralago a Cuasso al Monte in provincia di Varese. Oggi i disturbi alimentari sono la seconda causa di morte tra gli adolescenti in Italia, con almeno 25 mila casi di anoressia tra le giovani donne. In Lombardia nel 2019 sono stati erogati servizi a 3 mila soggetti adulti e almeno 1500 minori». Di più. «La Lombardia cerca di fornire risposte puntuali – ha detto il presidente Alessandro Fermi -. I ragazzi, complice la pandemia, sono spesso sempre più soli con le loro paure». I disturbi della nutrizione sono la seconda causa di morte della popolazione femminile italiana in adolescenza. In prevalenza sono interessati l’1% delle adolescenti per anoressia nervosa e il 3% per bulimia nervosa e il rapporto tra maschi e femmine che soffrono di anoressia nervosa è 1 a 9.

Fonte: Bresciaoggi

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