Mestieri di una volta: l’arte dello spannocchiare

22 Ottobre 2012

“Scarfoià”. Spannocchiare e chiacchierare era normale a quei tempi. Levare le foglie per rendere libera la pannocchia di granoturco, oggi definito Mais. In questo modo posta al sole si asciugava e si colorava prima. Nella sgranatrice, un tempo solo a mano, si inseriva la pannocchia nuda: da una parte fuoriusciva il granoturco e dall’altra l’anima della stessa utilizzata, quando seccata, quale “legna” da ardere od, almeno, utile per avviare il fuoco del caminetto o della stufa. Nei passati decenni era possibile vedere le logge (lòza

Mestieri di una volta: stadera, bilancia tipica per venditori ambulanti

13 Ottobre 2012

La Stadera era la tipica bilancia usata dai venditori ambulanti. All’ambulante era interdetto il commercio con postazione fissa anche temporanea, ma poi tutto si evolse. Al tempo era consentita “la chiamata” a voce o con l’uso di una particolare trombetta di ottone. Dal suono (richiamo) della trombetta riconoscevamo gli ambulanti: Rico dèl Gias (Rossi) che abitava in fondo a vicolo Batoccolo, vendeva soprattutto ghiaccio in grosse stecche (non solo per far la granita, anche per refrigerare casse particolari onde conservare gli alimenti; La Frina; èl

Mestieri di una volta: carrettiere trasportatore di vino

11 Ottobre 2012

Carrettiere trasportatore di vino con doppio traino a sangue. Uno di questi intrepidi gussaghesi è Marco Peroni (classe 1907) dei detti Santomolinaro o de Sora. Un carretto …allungato con doppio traino di muli in pariglia, con questo prezioso carico di più botti di vino, diretti in Valcamonica. Sulla parte posteriore ultima del carretto si appendeva la bicicletta per il secondo conduttore; il biciclo tornava assai utile soprattutto durante il viaggio di ritorno a Gussago. Con lui viaggiarono diversi gussaghesi, in particolare Francesco Piardi (1911) quale

Mestieri di una volta: l’arrotino

6 Ottobre 2012

Gussago, anni ’50 del Novecento. “Oggi è passato l’arrotino, eccolo!” Un tempo si raccontava una storia attorno al Mulèta /Molèta, forse una storia vera. Normalmente l’arrotino veniva dalla Val Trompia; negli anni ’40 i contadini che lavoravano i terreni al primo tornante della Forcella lo fermano, tutto sudato per avere spinto la mola da SanVigilio e gli indicano la strada dei Camaldoli dicendogli in dialetto camuffato valtrumplino: “la ‘nsema ghè so ü paes” ( la sopra c’è su un paese), sicuramente ci sarà da lavorare,

Mestieri di una volta: Verticàl – Organetto verticale

3 Ottobre 2012

Verticàl o Organetto verticale. Strumento musicale rudimentale, qui montato su carretto. Alle stanghe il girovago che, come si vede, si poneva la fascia di cuoio sulle spalle passandola sotto le ascelle o, più semplicemente, la poneva attraverso il petto. Io èl verticàl me lo ricordo bene, da piccolo si fermava in principio alla stradina di casa nostra gli portavo la monetina che mi dava la mamma ed il signore, girovago ambulante, girava la manovella facendo sentire a noi bambini le varie musiche per la durata

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