Ciclismo: la “Gazprom RusVelo” corre con motore bresciano

Paolo Rosola
Paolo Rosola

Un team ciclistico russo radicato nel nostro territorio da circa otto anni con la volontà di continuare su questa strada: la Gazprom RusVelo è più che mai un club professionistico con targa bresciana, avendo fissato il suo quartiere generale in via Rassica a Lonato. Pur avendo nel suo organigramma in stragrande maggioranza persone dell’est, annovera nei suoi ranghi un quartetto bresciano doc formato da Damiano e Imerio Cima, Christian Scaroni e l’ex «prof» Paolo Rosola. A capo di questo club internazionale figura Reant Chamidulin, un buon passato agonistico nel suo Paese, nonché in Italia con Grassi Mapei, Viris Vigevano e Italfine Podenzano. Persona di grande esperienza e poche parole, governare la situazione anche in questo periodo contrassegnato dal Covid-19.

«Sono ormai otto anni che abbiamo fissato la nostra sede organizzativa a Lonato del Garda – dice Renat Chamidulin -. Chi ci ha consigliato questa località ci ha fatto un grosso regalo, perché possiamo svolgere la nostra attività senza sobbarcarci trasferte lunghissime». La Gazprom-RusVelo è tra le poche società che non hanno decurtato lo stipendio ai propri corridori e personale tecnico. «Abbiamo ritenuto di rimanere vicini al nostro personale in questo disgraziato periodo perché puntiamo molto sulla compattezza del gruppo. Siamo certi che alla fine questo atteggiamento pagherà». Adesso è tempo di pensare al ritorno alle gare. «Tra pochi giorni porteremo i corridori all’hotel Paradiso di Livigno per un periodo di ossigenazione. Il 23 luglio saremo al via del Sibiu Tour in Romania con una squadra piuttosto forte con Christian Scaroni e Imerio Cima, mentre Damiano Cima tornerà in gruppo alla Vuelta a Burgos in Spagna il 28 luglio». Christian Scaroni, neo-professionista è il coccolino del club. «Mi trovo benissimo in questo team dove tutti cercano di metterti a tuo agio. Spero di poter contraccambiare cogliendo alcuni piazzamenti importanti. In questa stagione ho corso per tre settimane scarse raccogliendo un ventesimo posto nella tappa più dura della Vuelta Valenciana. L’obiettivo è quello di riuscire a conquistare un podio di giornata anche se sarà difficile, ma voglio provarci perché sono un professionista. Darò il massimo per riuscirci».

In sette giorni di corsa Damiano Cima, corridore classe 1993, ha sfiorato il podio il 7 febbraio nella seconda tappa del Saudi Tour dove ha chiuso al quarto posto. «La sospensione dell’attività è giunta in un momento dove pedalavo forte. La salute però è la cosa più importante ed è stato giusto che sia stato imposto lo stop. Se penso alle persone morte mi si accappona la pelle. Adesso è finalmente giunto il momento di pianificare il rientro alle corse e di questo sono felicissimo. Ovviamente voglio puntare in alto». Come punta pure ai vertici suo fratello Imerio (classe 1997), con Christian Scaroni costretto al periodo di quarantena ad Abu Dhabi quando è scoppiata la pandemia da Coronavirus. «Anche io come Damiano sono stato costretto ai box dopo aver ottenuto un buon quinto posto di giornata al Saudi Tour. Adesso sono pronto a tornare alle corse e conto proprio di fare bene dal 23 al 26 luglio al Sibiu Tour. È un po’ che non vinco. Diciamo che mi piacerebbe brindare nel calice della vittoria». L’ultima notizia la regala ancora il general manager Renat Chamidulin. «Devo molto all’Italia: per questo motivo supportiamo i ragazzini dell’oratorio di Centenaro che giocano a calcio. Vogliamo altresì potenziare la squadra di under 23 affidata a Paolo Rosola, magari tesserando qualche bresciano». Per un progetto internazionale con targa sempre più bresciana.
Angiolino Massolini

Rosola: “Alla Gazprom in futuro corridori bresciani: perché no?”

Dalla Tecnogiocattoli Cologne alla Gazprom RusVelo per continuare a vivere il sogno della vita nel ciclismo. Da 6 anni Paolo Rosola è nell’organigramma del team russo con ruoli di primo piano. Cresciuto nel club franciacortino, il gussaghese ha vestito anche la maglia del Gs Taverna, nel 1973 ha conquistato il titolo tricolore Csi negli allievi. È poi stato 1° da professionista nella corsa a punti nel 1981, vestito la maglia dell’Italia ai Mondiali su pista e alla rassegna dell’mtb. Velocista di rango in carriera ha vinto una trentina di corse, tra le quali ben 12 tappe del Giro d’Italia. Nel 1983 e 1987 ha siglato 2 triplette. Atleta polivalente come pochi, è stato il primo professionista a lasciare la strada per l’mtb con altrettanto successo. Con l’amata Paola Pezzo ha festeggiato vittorie olimpiche, iridate, europee, coppe del mondo. Da 6 anni Paolone è sbarcato nel pianeta Gazprom RusVelo portando in dote un’esperienza internazionale straordinaria: «Quando ho avuto l’occasione di entrare in questo team non ci ho pensato due volte – dice -. Mi ha colpito la professionalità di tutti: dal grande capo Renat Chamidulin al personale tecnico. Nulla è lasciato al caso: mi trovo a mio agio». Dopo l’inizio con l’mtb è stato inserito nell’organico della strada con lo stesso successo: «Il segreto? Alla Gazprom RusVelo occorre lavorare tanto e parlare poco. Me lo hanno trasmesso i grandi campioni con i quali ho avuto la fortuna di correre: Urs Freluer, Pierino Gavazzi, Moreno Argentin, Guido Bontempi. Nel ciclismo per arrivare in alto bisogna pedalare, pedalare, pedalare, senza lasciarsi andare a inutili polemiche e diatribe». Spesso sull’ammiraglia della formazione Professional, nella quale militano i bresciani Christian Scaroni, Damiano e Imerio Cima, è sempre riuscito a fornire preziosi consigli ai colleghi responsabili della categoria. Da un paio di stagioni è il referente del vivaio cui la Gazprom RusVelo tiene moltissimo: «Il nostro numero uno Renat Chamadulin di recente mi ha confermato alla direzione tecnica degli under 23. Lo ringrazio per la fiducia e cercherò di fare del mio meglio per meritarmela. Quest’anno la nostra squadra è formata da 10 corridori, i quali sono ancora in Russia. Spero riescano a raggiungerci al nostro quartiere generale per debuttare alle corse in programma in Romagna dal 17 al 19 luglio». Il suo è un ruolo importante. Chamidulin non ha mai nascosto di volere un club giovanile di successo, inserendo anche qualche italiano e, perché no, qualche bresciano: «Intanto devo pensare a guidare i corridori dell’Est insieme agli amici russi. Se come per la squadra Professional ci sarà posto per qualche azzurro, okay. Ma deve decidere chi sta in alto». Nessun problema con la lingua russa: «I miei interlocutori parlano molto bene anche l’italiano e ai corridori mi rivolgo in inglese».
Angiolino Massolini

Fonte: Bresciaoggi

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