Collassato il vecchio Molino Peroni

Molino Peroni
Fotografia di Andrea Riva

La struttura di via IV Novembre era già stata fortemente danneggiata nei giorni scorsi.

Crolla un simbolo di Gussago in pieno centro, l’antico Molino Peroni cade vittima del maltempo. La pioggia, grande livellatrice, non allenta la morsa, in un’estate da record per le precipitazioni e ha minato, in questi giorni, la struttura del mulino di via IV Novembre – principale via di accesso a Gussago -, che aveva scritto pagine importanti della storia del paese franciacortino. Un boato aveva fatto preoccupare i vicini che hanno assistito, nei giorni scorsi, al crollo del tetto e di una parte dell’interno dell’antico mulino, collassato su sé stesso. Nelle scorse ore si è verificato un nuovo crollo, devastante per l’interno. Fortunatamente l’immobile era disabitato e non sono stati riportati danni a persone. L’edificio – che è di privati – è stato sottoposto ad un sopralluogo dei Vigili del Fuoco giunti sul posto immediatamente dopo l’ultimo crollo. In effetti anche ad una prima osservazione del lato sud, quello sul quale appare l’antica scritta dell’attività, si presenta una fenditura verticale, fortemente dilavata dall’acqua.

La pioggia mutila, così, come un fragile castello di sabbia lambito dalle acque, una porzione di storia di Gussago. Il mulino era infatti stato costruito nel 1934 da Giuseppe Peroni, originario di San Vigilio e facente parte di una famiglia di mugnai. Innovatore con spiccato ingegno e spirito futurista venne a Gussago e decise di costruire, – prima in via Stretta, dunque in via Diaz e poi definitivamente in via IV Novembre quello che è da annoverare come uno dei primi mulini elettrici e meccanici, con laminatoio a rulli, dell’intera zona. Una vera e propria rivoluzione nel campo della macinatura che soppiantò le ormai obsolete strutture già presenti nella valle di Navezze: il Molino Peroni era infatti in grado di lavorare, sfruttando le imponenti strumentazioni, all’avanguardia per quel periodo, quantità ragguardevoli di frumento, cereali, mais e segale, ridotti, in tempi rapidi, a farina destinata alla produzione di pane e venduta a privati e ai commercianti. Fu inoltre una tra le prime realtà al mondo a produrre la polenta precotta.

Un’attività, quella del Molino Peroni, che si rivelò fondamentale per la sussistenza delle famiglie e per Gussago, prettamente agricolo fino al dopoguerra. L’impresa si consolida negli anni come una realtà di successo, strettamente legata al territorio, fino ai primi anni novanta, quando l’attività fallisce e l’edificio cade in disuso. Unico abitante e determinato baluardo a protezione di una memoria storica identificativa di un paese, era stato Eugenio Peroni, figlio primogenito del fondatore del Molino, che abitava alcune stanze dell’edificio e ha lasciato la struttura solo tre anni fa. L’ampio edificio accusa ora il peso degli anni, e si deve arrendere all’ineluttabilità del tempo, decadente monito per una società poco dedita al ricordo e alla riconoscimento dell’importanza storica dell’archeologia industriale. Per quanto riguarda il resto del paese a parte qualche piccolo problema, si registra l’ottima tenuta della Canale, l’antico manufatto idrico che ha spostato l’originario corso d’acqua dal centro ai lati del paese, recentemente sottoposta a lavori di pulizia radicale da parte del Gruppo Sentieri. Intervento che si è rivelato provvidenziale.
Federico Bernardelli Curuz

Fonte: Giornale di Brescia

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