Commessi dell’anno di Bresciaoggi, terzo posto finale per Simona Orizio

Simona Orizio commessi anno dicembre 2019

Questa volta in vetrina ci sono andati loro, e loro sono stati i «preziosi» da esporre. E da ammirare, oltre che da applaudire: Daniela Balotti (Ecobrico di Sonico) e Massimo Gatti (Salmoiraghi&Viganò del centro commerciale Elnòs a Roncadelle) sono i «Commessi dell’anno» di Bresciaoggi. Sono stati loro i più votati dai lettori del nostro giornale, i più apprezzati, i più coccolati: insomma, i top del nostro contest. E ieri sera, nella splendida cornice del Museo Mille Miglia di Sant’Eufemia a Brescia, hanno ricevuto la targa che ha rappresentato il riconoscimento che Bresciaoggi ha tributato loro per essere stati i «più» del 2019. Ma insieme a loro sono saliti sul palco tutti gli altri commessi che sono riusciti a entrare nelle due «top ten»: per loro hanno parlato chiaro migliaia di tagliandi, tanto entusiasmo, una passione incrollabile per tutta la durata del contest; e gli applausi del pubblico presente alla serata, familiari, colleghi e amici dei nostri commessi, hanno rappresentato la testimonianza più chiara che tutto il movimento che si è creato intorno alla nostra iniziativa ha saputo lasciare davvero il segno.«È stata una scommessa vinta, sia dal nostro giornale ma soprattutto dai commessi che hanno scelto di scendere in campo e di arrivare fino in fondo a questo bellissimo viaggio – le parole del vicedirettore di Bresciaoggi, Riccardo Bormioli -. Crediamo che la forza di un quotidiano come il nostro siano i lettori: e mai come in questo caso i lettori sono stati dalla nostra parte, seguendo passo dopo passo e giorno dopo giorno le novità proposte dal contest e appassionandosi sempre di più. Un grande applauso va a loro, e un grandissimo applauso va a tutti i commessi: guardo le persone che sono qui stasera con noi e vedo la vivacità del tessuto commerciale della provincia. Bravissimi tutti».

Con la conduzione di Gian Paolo Laffranchi, vicecaposervizio del settore sport e spettacoli, la serata è poi filata via in modo gradevole e mai noioso. I primi a salire sul palco sono stati gli uomini: dal decimo, Samuele Zenari, del supermercato Maxi D di Desenzano, fino ad arrivare via via a tutti gli altri. Sul podio arriva a salire Lucio Gnani di Calvin Klein Jeans di Elnòs, al terzo posto; e Lucio giustamente non manca di indossare la divisa d’ordinanza. Divisa «lavorativa» che viene indossata anche da Massimo Zito della Pecora Nera di Botticino che se la gioca per il successo con l’omonimo Gatti. Ed è quest’ultimo a spuntarla: sua la corona. Foto di rito, sorrisi, tutti felici; applaudono anche le associazioni del territorio, rappresentate da Francesca Guzzardi (presidente del Consorzio Brescia Centro), Carlo Massoletti (presidente Confcommercio Brescia) e Pier Giorgio Piccioli (presidente Confesercenti), abili anche a disimpegnarsi nel ruolo di «premiatori» insieme ad Andrea Pertile, direttore di Publiadige, la nostra concessionaria di pubblicità, e Pierangelo Ferrara, presidente dell’emittente del gruppo di emittenti Radio Number One, Millenote e One Dance, che ha collaborato con noi durante tutto il contest.

Si passa quindi al settore femminile, e c’è da dire che qui la temperatura sale: le tifoserie si fanno più «calienti», e il numero di voti ottenuto dalle commesse fa capire come le donne siano state in grado di creare un seguito davvero imponente. Si parte dalla più giovane del lotto, Romina Cantoni da Collio, e si finisce con quella che viene da più lontano che è pure la vincitrice: Daniela Balotti dell’Ecobrico di Sonico la spunta su Sabrina Bertasi dell’Officina dei Poeti di Moniga. Emozionatissime, le commesse ricevono una valanga di applausi e abbracci; poi un ultimo scatto e il meritato brindisi. Selfie e un ottimo buffet per terminare la serata; questo è anche il momento per scambiarsi qualche impressione: commessi e commesse, per settimane rivali a distanza, adesso sono amici. Amici tra di loro e amici di Bresciaoggi: meglio di così, proprio non è possibile.
Mario Mattei

Soddisfazione unica che ci riempie di gioia

Si sentivano tutti vincitori, indipendentemente dall’esito finale della gara del contest di Bresciaoggi «Commessi dell’anno»: così ieri sera, ancor prima del momento della proclamazione ufficiale della vincitrice e del vincitore, le 10 commesse e i 10 commessi arrivati al top delle rispettive classifiche hanno vissuto l’esperienza di questi 3 mesi di iniziativa. Perché per queste 20 persone il gioco di Bresciaoggi è stato un modo per scoprire quanto sono amate nel loro ambito, lavorativo e non solo: per Daniela Balotti, Gabriella Bergomi, Sabrina Bertasi, Antonella Bonali, Grazia Bonometti, Romina Cantoni, Chiara Del Pozzo, Onorina Formenti, Simona Orizio e Simonetta Zanetti e per Luca Franzoni, Massimo Gatti, Claudio Garattini, Lucio Gnani, Emanuele Prandini, Pierpaolo Ussoli, Stefano Vitale, Cristian Zaina, Massimo Zito e Samuele Zenari è stata una conferma, un’affermazione affettiva. E tutti si erano detti contenti già prima di ieri sera per la loro partecipazione al contest, dal quale hanno ricevuto tanta soddisfazione. Figurarsi adesso, che sono stati premiati, applauditi, pronti magari anche l’anno prossimo a rituffarsi in un’avventura simile, magari sostenendo un amico.

Quello che sarà il futuro lo vedremo, ma intanto ieri è stata una festa per tutti: in primis per la regina, Daniela Balotti, e il re, Massimo Gatti. Fino all’ultimo non sapevano di essere incoronati, perché lungo è stato il testa a testa con quelli che sono stati al top per settimane. I due Massimo, Gatti e Zito, primo e secondo classificato, si sono stretti la mano sul palco nel ricevere, insieme, il riconoscimento. Lo stesso per le due donne, Daniela Balotti di Ecobrico di Sonico e Sabrina Bertasi di Officina dei poeti di Moniga .«Ho capito di aver vinto in ogni caso nel momento in cui i bambini di Botticino mi hanno regalato un disegno con la scritta “Massimo commesso dell’anno”, oltre che dal fatto che il personaggio mediatico di tutto il contest sono io», valuta Massimo Zito, della gelateria «Pecora Nera» di Botticino che è stato a lungo in testa ma che al rush finale è stato sorpassato dall’omonimo Gatti. Commesso da Salmoiraghi Viganò a Elnos, Gatti ha tampinato fino all’ultimo Zito, consapevole di avere il suo asso nella manica giocato alla fine e che lo ha portato in vetta con 45mila 695 punti, quindi con un balzo nel finale di 32mila punti: «Sono contento, un po’ devo dire che non me l’aspettavo anche se ci siamo impegnati tutti nella raccolta tagliandi. È stato un bellissimo riconoscimento». Anche per quel che riguarda le donne l’arrivo si è deciso in volata, e a spuntarla è stata Daniela Balotti. 130 mila e 423 punti quelli realizzati dalla «Commessa dell’anno»: una cifra che impressiona in primis per la differenza con i numeri dei maschi, che, a parità di posizione hanno realizzato performance più basse di almeno un terzo. La vittoria è dedicata a tutte le persone che l’hanno votata, e sono state davvero tante: «Dalla signora che il primo ottobre mi ha portato due tagliandi e mi ha fatto conoscere da vicino questo contest a tutte le altre che via via si sono aggiunte comprando i giornali e votando per me. Stupendo». Nello specifico tuttavia la vittoria è dedicata a se stessa, «a mia figlia e al lavoro, che faccio da 12 anni: senza il lavoro non ci sarebbe nulla». E se al vertice c’è stata battaglia, non sono mancate variazioni anche all’interno della classifica: ottima la performance di Simona Orizio, della Forneria Fanelli di Gussago, arrivata terza con 122mila e 199 punti: «La mia vittoria è stata la grande partecipazione i tutto il paese: da Adriano, il barista da cui tutto è partito, a Luisa e Francesca, passando per il Gussago calcio, i genitori dei calciatori, le autorità… tutti hanno dato il loro contributo al mio successo». Sul fronte maschile Stefano Vitale, dell’Esselunga della Volta, è stato il commesso che ha avuto un riscontro eccellente senza quasi nemmeno sapere di essere in gara: la notizia di essere arrivato al primo posto di una classifica settimanale gli è stata data dalla nostra redazione. Da lì «è iniziata un po’ la presa in giro, benevola, dei colleghi, che evidentemente si sono impegnati perché se sono arrivato quinto è merito loro, oltre che di clienti e amici che mi hanno sostenuto anche a mia insaputa».
Irene Panighetti

Fonte: Bresciaoggi

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