Covid-19: la Fondazione Richiedei ha messo a disposizione 35 posti letto per convalescenze protette

Ospedale di frontiera, la Brebemi lo collega a Milano in mezz’ora, il Mellini di Chiari, sta occupando tutti i posti letti creati al secondo piano e in metà del primo piano del monoblocco. Lunedì sera nell’area Covid, cui possono accedere solo medici e infermieri utilizzando un badge, c’erano 62 degenti, in maggioranza uomini, con un’età compresa tra i 50 e i 65 anni, 5 dei quali arrivati dall’ospedale San Gerardo di Monza. Non mancano notizie positive dall’ospedale di riferimento dell’Asst Franciacorta che in primavera aveva ambulanze in coda al Pronto soccorso: oggi due pazienti hanno lasciato la rianimazione e altri due sono stati trasferiti dall’ospedale di Chiari a quello di Palazzolo, gestito dalla fondazione Richiedei, per completare la convalescenza.

La rete messa a punto a maggio dal direttore generale dell’Asst Mauro Borelli con Carlo Bonometti, presidente della fondazione Richiedei, si sta rivelando provvidenziale per salvaguardare ambulatori e posti letto del Mellini. I posti letto messi a disposizione dalla Richiedei, 20 a Gussago e 15 a Palazzolo, consentono infatti all’ospedale di Chiari di smaltire l’arretrato di prestazioni e interventi già calendarizzati, provocato dallo stop della primavera, senza generarne del nuovo. Negli ambulatori e nel reparto di emergenza del Mellini l’attività prosegue nell’area sicura, rigidamente separata dall’area Covid. A differenza della prima, al Pronto Soccorso non ci sono ambulanze in coda per il ricovero di chi arriva dal milanese che, essendo programmato, non interferisce più di tanto nell’attività: oggi sono arrivati due ammalati da Milano e cinque dal San Gerardo di Monza. Paolo Gnesin, primario della rianimazione ha spiegato: «Con la dimissione in media di due o tre persone al giorno, abbiamo mantenuto l’equilibrio, e possiamo contare sulla disponibilità dei letti della fondazione Richiedei per le convalescenze protette. L’unico problema è la carenza di medici e infermieri in rianimazione cui stiamo facendo fronte con le nostre forze e il sacrificio di chi ci lavora. Abbiamo già allestito altri quattro posti letto di rianimazione: i sei attuali sono tutti occupati, quelli liberati dai due dimessi sono già occupati».
Giancarlo Chiari

Fonte: Bresciaoggi

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