«La nostra non è una semplice crisi economica, ma un preoccupante processo di caduta dei riferimenti». È l’opinione del direttore del dipartimento politico sociale di Ipsos sondaggi Luca Comodo, intervenuto al 16esimo convegno delle Associazioni cattoliche bresciane che si è tenuto ieri pomeriggio a villa Pace di Gussago. «Oggi – spiega Comodo -. La gente colpita da una pesantissima crisi economica e politica, non si fida più di nessuno. Questo provoca un distacco dalla società preoccupante, che riscontriamo anche verso la stessa Chiesa».
Comodo presenta una puntuale analisi, dati alla mano, che divide la popolazione cattolica italiana in sei categorie: impegnati (coloro che frequentano assiduamente le funzioni e la vita parrocchiale), partecipanti (i cattolici che vanno a messa regolarmente), saltuari (coloro che frequentano la parrocchia una tantum), non praticanti, persone che si definiscono soltanto credenti e non credenti. È quest’ultimo gruppo, secondo l’esponente di Ipos sondaggi, l’unico ad essersi incrementato: “«Nei giovani la cosa è ancor più evidente. In Lombardia, in particolare, la percentuale di allontanamento dalla Chiesa è quasi il doppio che nel resto d’Italia il 43% dei giovani non va a messa, contro il 27 per cento del resto d’Italia».
Interessante e significativo è il dato sugli orientamenti di voto dei cattolici. Dal 2006 al 2010 il centrodestra ha subito un crollo radicale dal 52% al 31%: «La cosa più curiosa è che questo consenso non è stato assorbito dal centrosinistra che resta stabile attorno al 33%, ma va a rimpolpare chi decide di astenersi, che dal 20 % del 2006 è passato ad un 49% del 2011», sottolinea il direttore di Ipsos.
Un dato quello dell’astensione che scende quest’anno rispetto al 2011, con la comparsa sulla scena politica di Grillo, che trova consensi anche tra i cattolici.
«Non illudiamoci, però, non è Grillo la soluzione,- afferma Luigi Alici presidente nazionale di Azione Cattolica -. La scelta a oggi potrebbe cadere su di lui, ma soltanto per un’esigenza di protesta dei cittadini».
FE.MAL.
Fonte: Bresciaoggi