Crisi e morosità, Tari non pagata per 889mila euro

In cerca di denaro anche attorno ai sacchetti della spazzatura. Non è una caccia al tesoro, ma, più prosaicamente, si tratta di un vitale recupero crediti da parte del Comune nel confronti di cittadini inadempienti. Un lungo elenco di soggetti che a diverso titolo non hanno pagato gli importi loro imputati per aver goduto del servizio.

«Dal 2014 è iniziata un’attività più intensa nel recupero dei crediti Ici, Imu, Tasi, nonché della Tassa rifiuti» ha dichiarato il sindaco, Bruno Marchina. Per l’immondizia, dal 2012 al 2015, risultavano non pagate bollette per circa 889mila euro. Rispetto a questa somma, con l’aiuto di un legale incaricato, sono stati recuperati, ad oggi, 264.000 euro. Certo solo una parte, ma una parte comunque significativa. «In questo capitolo – ha sottolineato il primo cittadino gussaghese – la parte grossa la fanno le imprese, che in questi anni sono andate in difficoltà; molte di queste sono addirittura fallite e non hanno potuto far fronte al pagamento. A questa situazione vanno sicuramente aggiunte le quote non pagate dalle famiglie in difficoltà. Ciò inquadra una situazione e un problema legato alla situazione economica complessiva del nostro Paese».

Per Ici, Imu, Tasi, la cifra evasa, secondo i risultati dell’attività di accertamento, è di circa 415.000 euro. «Abbiamo forti sofferenze per le somme non riscosse – ha proseguito Bruno Marchina – Più di quattrocentomila euro non sono stati versati. Per tale motivo ci sono state parecchie operazioni di ravvedimento operoso, ovvero quel meccanismo che mette in condizione il contribuente di proporre una modalità di rientro senza aggravi particolari o azioni forzose da parte dell’Ente stesso». Il recupero è stato, finora, pari a 156.000 euro, cifra alla quale vanno aggiunti gli importi rateizzati – e non ancora scaduti – per circa 35.000 euro. Un segnale certo significativo di un impegno assunto tra amministrazione e cittadinanza per far rientrare le somme che altrimenti inciderebbero pesantemente a livello di bilancio.
Federico Bernardelli Curuz

Fonte: Giornale di Brescia

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