Prosegue la vertenza sindacale, ieri sono stati coinvolti i sindaci di Gussago e Palazzolo.
La strada per salvare i posti di lavoro della Fondazione Richiedei (che opera nel settore sanitario assistenziale con sedi a Gussago e Palazzolo) prosegue.
Ed è tutta in salita, lo sanno bene i 300 dipendenti della Fondazione (ai quali vanno aggiunti 150 collaboratori esterni) che nei giorni scorsi si sono visti cancellare l’integrativo dal contratto: in media 100 euro in meno a testa. Una scelta che ha portato i lavoratori sul piede di guerra. La scorsa settimana si era svolto un tavolo di mediazione in Prefettura che aveva ottenuto il risultato di riaprire la trattativa con il consiglio di amministrazione, e quindi con il presidente Fausto Gardoni. Ieri un nuovo incontro, le parti hanno incontrato i sindaci di Gussago, Bruno Marchina, e di Palazzolo, Gabriele Zanni. Un incontro da tutti definito positivo, la conclusione unanime è che ora la partita si deve giocare in Regione.
Del resto era stato lo stesso Gardoni ad anticiparlo settimana scorsa: «La salvezza della Fondazione Richiedei passa o da un aumento dei posti letto a nostra disposizione o da una maggiore remunerazione di quelli attuali». Anche per i sindacati Cgil, Cisl e Uil e i sindaci il futuro passa dalla Regione Lombardia. Al centro della riflessione unanime, l’importanza e il ruolo che la Fondazione Richiedei riveste nelle municipalità che ospitano le strutture ma anche per il bacino di utenza dei comuni limitrofi.
«In un clima di condivisione si è concordata la richiesta di un incontro in Regione con l’assessorato alla Sanità a cui presentare la situazione di forte criticità dell’azienda e dei suoi dipendenti – ha raccontato il primo cittadino di Palazzolo, Gabriele Zanni -. Anche il consiglio di amministrazione della Fondazione aveva manifestato la volontà di recarsi in Regione e quindi li sentiremo per valutare la possibilità di andarci insieme».
In ogni caso una cosa è certa, qualsiasi decisione deve essere rapida: la situazione finanziaria della Fondazione non è certo facile, giusto per usare un eufemismo.
La Richiedei ha accumulato debiti per 18,6 milioni di euro (pari all’89% del fatturato annuo; la spending review si materializzerà quest’anno con tagli per 271mila euro, che cresceranno progressivamente di anno in anno fino a diventare 500mila nel 2014; cifra che verrà mantenuta anche negli anni seguenti.
Ancora, ogni anno il bilancio si chiude con una perdita di 1,5 milioni di euro, la decisione della Fondazione di interrompere l’applicazione del Contratto integrativo aziendale, come ha spiegato Gardoni, è un tentativo (doloroso) di salvare l’attività. Ora la palla passa in Regione.
Fonte: Giornale di Brescia
