Danneggiate le sedi del Pd: l’ultimo sfregio a Gussago

Grave atto sede PD settembre 2025

Nel giro di 48 ore due sedi del Partito Democratico in provincia sono state colpite da atti di vandalismo. Dopo Pontevico è toccato alla sezione di Gussago di via Giuseppe Potieri. Episodi che ricadono in un clima di polemica sulla violenza politica, verbale e non, che rimbalza al di qui e al di là dell’Atlantico. Un clima surriscaldato dall’omicidio di Charlie Kirk, celebrato in diretta tv con un funerale da martire in uno stadio gremito di Maga. A Pontevico è stata bruciata parzialmente una bandiera del partito dem, a Gussago è stata tracciata su un lenzuolo la scritta: «Chiuso per fallimento. Viva il Dux».

«Nell’esprimere la piena solidarietà e vicinanza ai Circoli colpiti e ai loro iscritti – scrive Roberto Cammarata, segretario di Brescia – ribadiamo la nostra più ferma condanna ad ogni forma di violenza politica e chiediamo al Governo e a chi lo rappresenta di smettere di lanciare benzina sul fuoco additando fantomatici nemici e inventandosi campagne d’odio inesistenti provenienti dalla sinistra». Cammarata invita la coalizione di governo a «guardare semmai ai propri sostenitori di estrema destra, che non da oggi si dimostrano protagonisti di azioni violente contro partiti di sinistra e sindacati. E adempiano con urgenza al loro dovere costituzionale di tutelare chi presidia la democrazia e di contrastare ogni forma di apologia del fascismo».

Anche la Federazione provinciale del Pd esprime in un comunicato la più ferma condanna. «Colpire i luoghi della partecipazione democratica significa colpire l’intera comunità e i valori di dialogo e confronto che sono alla base della nostra convivenza civile». Quindi il riferimento alla polemica sulla violenza, che ha visto Meloni puntare il dito sulla sinistra: «In un momento in cui il dibattito pubblico appare troppo spesso esasperato, sentiamo il dovere di richiamare tutti – forze politiche, cittadini, mondo dell’informazione – ad abbassare i toni e a ritrovare il senso del rispetto reciproco. Facciamo nostre le parole del presidente Sergio Mattarella, che ha ricordato come “la violenza non potrà mai essere uno strumento di confronto politico” e come “il rispetto delle istituzioni e delle opinioni altrui sia la condizione essenziale della democrazia. Il Pd continuerà a lavorare per costruire spazi di dialogo, confronto e partecipazione, respingendo ogni logica di odio e intimidazione». «Si tratta di non trascurabili provocazioni, che producono danni lievi ma rappresentano un segnale minaccioso nei confronti del principale partito dell’opposizione. Sono questi i primi frutti della campagna della destra contro la sinistra colpevole di diffondere odio?», si domanda infine il senatore Alfredo Bazoli, vicepresidente del Gruppo Pd di Palazzo Madama.
Eugenio Barboglio

Fonte: Bresciaoggi

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