Don Enrico Cotelli: un prete tra i “Gastarbeiter”, innovatore a Gussago

Don Enrico Cotelli anni 70

Questo fine luglio 2021 – ricorrendo il 44° della morte di don Enrico già curato a Gussago “Santa Maria Assunta” e Direttore dell’Oratorio maschile di Gussago “San Filippo Neri” – lo ricordiamo con la copertina e le semplici pagine di LO SPILLO, giornale dei giovani gussaghesi. I troppo pochi anni di vita, 1966 – 1968, del giornale, unica voce stampata gussaghese, sono stati comunque sufficienti a smuovere la “tranquillità” della vita gussaghese, assai sopita. Le pagine che pubblichiamo appartengono al primo numero, edito il mese luglio del menzionato anno 1966. Ha avuto un suo Redattore Capo, una propria Redazione, alcuni collaboratori e l’anima vivo attiva di don Enrico Cotelli.

Secondo una recentissima testimonianza don Enrico è stato definito: <<UN’INNOVATORE, S’INVENTO’ I BELLISSIMI, INDIMENTICABILI CAMPEGGI ESTIVI>>. “Bravo, tu nostro improvvisato interlocutore, anche per il fatto che intendi ricordare la figura assai carismatica di don Enrico”, pur essendosi fermato a Gussago per neppure 4 anni (estate 1963-6 maggio 1967). Tu, fruitore delle proposte oratoriane anche estive e continua ad andarne fiero!

…. qualche anno fa, parlando con alcuni dei fratelli di don Enrico, Luigi, Vittorina e Vittorio, dimoranti in Bagnolo Mella, pensammo ai ragazzi di don Enrico, “I MIEI RAGAZZI DI GUSSAGO”, come lui ci chiamò nel suo testamento spirituale. Decidemmo di vedere di potervi risalire con nome e cognome, vi lavorammo e riuscimmo a tanto: circa 1500 suoi Ragazzi di Gussago: da coloro che avevano compiuto almeno sei anni al 1967 (nati 1961 ed alla prima classe di Catechismo) ai più grandi – molto più grandi – che al 1967, anno della partenza di don Enrico da Gussago, diretto alla Scuola di Verona con destinazione Emigrati/Emigranti italiani in Germania, (nati nel 1944) avevano già 23 anni. Con l’aggiunta di qualche altro, arrivammo a quota 1500 “Ragazzi” circa. Passai l’intero elenco ai fratelli Cotelli con anche l’aggiunta di alcune “note caratteristiche”, di mia mano, per molti degli elencati al fine di una loro chiara focalizzazione agli occhi dei familiari di don Enrico. Luigi, Vittorina, Vittorio furono contenti, sorpresi di così vasta schiera di “ragazzi di don Enrico”. Le “note caratteristiche” di mia aggiunta hanno aiutato i fratelli Cotelli a far tornare alla mente molti di quei pivelli conosciuti a Gussago in Oratorio o durante i “favolosi” Campeggi montani estivi da don Enrico organizzati: alla Cavacca di Treviso Bresciano (1964), alla malga di Valle Dorizzo (1965) ed alla casa Duci in Bueggio di Scalve (1966).

Così abbiamo ricordato don Enrico:

44 anni or sono: il 31 luglio 1977 moriva all’ospedale di Taranto, in seguito ad una rapina a mano armata occorsa presso Policoro (Basilicata), il sacerdote Enrico Cotelli. Si trovava colà in “vacanza” visitando le famiglie dei suoi emigrati italiani in Germania impossibilitati a scendervi. L’attrazione del veicolo in uso, contrassegnato dalla lettera “D”, fu scatenante e determinante!

Dopo 4 anni a Gussago il vescovo ebbe ad inviare don Enrico in Germania e nel 1977 era a Francoforte sul Meno quale Direttore della Missione Italiana e Cappellano degli emigranti italiani. Grande uomo, animatore e prete: qui a Gussago come, poi, in Germania – prima ad Amburgo (alla Direzione generale delle Missioni cattoliche italiane di Germania e Scandinavia) – poi, appunto, a Francoforte.

Vistolo lavorare, anche lassù, era coinvolgente ed il suo operare travolgente, sia con i nostri emigrati ma, soprattutto, con i ragazzi tedeschi ai quali aveva fatto comprendere la motivata necessità di adoperarsi verso l’operaio straniero: il Gastarbeiter (“lavoratore ospite”). Il termine era stato coniato durante gli anni cinquanta del XX secolo per designare il gran numero di lavoratori stranieri immigrati nella Germania occidentale. Ad alcune riunioni con i giovani di Francoforte, svoltesi a fine giugno 1970, partecipò sia chi scrive quanto Valentino, un altro dei tanti “Ragazzi” di don Enrico, come lui ci definì nel suo testamento.

Molti anni dopo la morte di don Enrico, col titolo “Un prete con i Gastarbeiter” uscì un bel libro ricordando la figura del sacerdote bresciano, nato a Bagnolo e passato da Gussago pur come una meteora, ma lasciando traccia. Una traccia per nulla sfuggita a quei circa 1500 ragazzi, tali all’epoca del suo intenso lavoro al nostro “San Filippo Neri”, i quali non hanno mancato di esprimere, assieme agli adulti, riconoscimenti anche nelle pagine del libro. Lavoro e modalità non privi di difficoltà e di qualche incomprensione sia a Gussago quanto in Germania. Difficoltà non sfuggite neppure a chi stende, oggi, queste poche righe di grato ricordo, pur essendo al momento dell’incontro con don Enrico – nuovo Direttore Oratoriano – soltanto quindicenne; correva, in effetti, il mese di luglio 1963. Vide il sottoscritto sotto l’imponente ippocastano posto innanzi all’Oratorio dei ragazzi, cui non chiese il nome bensì pose la domanda: “Te chè fet?”. Risposi: <<Ho appena terminato gli esami di licenza di Avviamento professionale industriale>>. L’accoglienza fu imperativa; la seguente: “Ve con me chè go vergòt dè fat fa!”. Quel quindicenne divenne il più giovane e diretto collaboratore di don Enrico Cotelli, ciò sino al 6 maggio 1967.

Copertina "Lo Spillo" numero 1 Sommario "Lo Spillo" numero 1 Presentazione "Lo Spillo" numero 1 Prima seduta fondatori "Lo Spillo" numero 1

A cura di Achille Giovanni Piardi

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