En Guady, il marocchino di Gussago, domina anche la “Maratona della Franciacorta”

Kahlid En Guady - Maratona della Franciacorta 2013

Grande spettacolo e protagonisti di alto livello per la manifestazione organizzata dal team di Gabriele Rosa su tre emozionanti percorsi. En Guady dominatore assoluto nelle tappe maschili: a Tito Tiberti e Marco Ferrari gli altri gradini del podio Tra le donne stravince la keniana Josephine Wangoi.

Josephine Wangoi e Kahlid En Guady: sono loro i vincitori della prima edizione della «Maratona della Franciacorta», riuscitissimo evento organizzato dal dottor Gabriele Rosa e dal suo collaudato staff organizzativo. La distanza di 42 chilometri era suddivisa in tre tappe, su tracciati impegnativi, ma straordinari per la bellezza dei luoghi attraversati. Lontana parente della «50 miglia in Franciacorta e dintorni», la tre giorni di gara organizzata dalla Rosa Associati ha visto allinearsi al via ben 184 atleti, che hanno compiuto l’intero blocco di prove per un totale ben più significativo di quasi 1200 presenze sulle tre prove.

I dominatori En Guady e Wangoi non hanno avuto rivali in grado di impensierirli ed entrambi hanno portato a termine un grande «en plein». Il marocchino di Gussago, molto vicino alla naturalizzazione essendo residente nel bresciano ormai da una decina d’anni, si è imposto senza problemi sui traguardi di Adro, Camignone e Corte Franca, le tre sedi di tappa. Dominio assoluto, dunque, con il solo Tito Tiberti a tenergli testa in particolare nel primo dei tre appuntamenti, oltre che nella classifica finale, nella quale ha comunque dovuto rendere al vincitore En Guady quasi quattro minuti di ritardo. Sul terzo gradino del podio è approdato il franciacortino Marco Ferrari, autore di tre corse molto regolari. Per quanto concerne le singole prove, detto della supremazia esercitata da En Guady, vanno ribadite le buone prove offerte dal triumplino della «Free-Zone», Nicola Venturoli, molto a sua agio nella maratonina di Camignone dove è giunto alle spalle del magrebino dell’Atletica Rodengo Saiano e dell’altro triumplino, Davide Boroni, che ieri mattina ha saputo portare la canotta del San Rocchino sul secondo gradino del podio.

Se in campo maschile En Guady ha dominato, in quello femminile Josephine Wangoi ha fatto altrettanto. L’atleta di origini keniana, ma bresciana a tutti gli effetti, anche per nazionalità, ha messo in fila tutte le sue avversarie sin dai primi chilometri della prova disputata ad Adro. La portacolori dell’Atletica Paratico ha sempre fatto l’andatura per l’intero programma della maratona, sfoggiando un grado di forma davvero invidiabile. «Sto andando abbastanza bene, mi mancano però ancora un po’ di chilometri nelle gambe ed un po’ di lavoro specifico prima di poter affrontare una maratona vera e propria – ha detto ieri mattina la “keniana della Franciacorta” -. Sto programmando di partecipare ad una grande maratona questo autunno, ma non ho ancora deciso quale essa sarà. Ma qui è stato bellissimo: vincere a Corte Franca, che è il paese dove abito e dove mi alleno quasi tutti i giorni, mi ha regalato una delle più grandi soddisfazioni della mia vita. Un percorso bellissimo, molto allenante. Grazie a tutta la gente che mi ha applaudito e un bravo di cuore a chi ha organizzato questa tre giorni di gare, che ha offerto davvero un bello spettacolo».

Ai due vincitori della classifica generale, infine gli organizzatori hanno regalato un pettorale con cui gareggiare alle maratone di New York nel caso En Guady e Londra per Wangoi.

Fonte: Bresciaoggi

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