Ercole Gentile: “A Berlino vivo in una città vitale con il giusto equilibrio”

Ercole Gentile
Ercole Gentile

Mercatini, caffè, artisti di strada, gallerie d’arte. Friedrichshain, da spazio ottocentesco per lo sviluppo industriale e ferroviario, si è trasformato, nei secoli, in un fervido quartiere di Berlino che, con il suo fascino, ha conquistato Ercole Gentile. Organizzatore di eventi, il 34enne originario di Gussago, direttore artistico del Musical Zoo Festival che annualmente anima il Castello di Brescia, nel 2010 ha deciso di trasferirsi in cerca di nuove esperienze.

«Berlino è una città che mi aveva da tempo preso il cuore – racconta -. L’ho visitata almeno sette volte prima di venirci a vivere. Volevo “prendere le misure”, cercare di capire come muovermi una volta arrivato». All’epoca lavorava come giornalista musicale per alcuni siti e riviste italiane o come ufficio stampa e, all’estero, ha potuto continuare nella sua attività. «Nella capitale tedesca mi occupo di organizzare concerti e serate e sto progettando un piccolo festival per il prossimo autunno. Ho portato qui diverse band italiane come Gazzè/Fabi/Silvestri, Brunori Sas, Marta sui Tubi, Calibro 35, Dente, Mellow Moode Zen Circus. Lavoro anche con l’Italia, ho un’agenzia che si chiama Volume UP». Emigrare portando con sé competenze acquisite da poter spendere è un gran vantaggio ma, per non perdere il terreno guadagnato, fondamentale è parlare la lingua del posto. «Bisogna raggiungere un livello accettabile per comunicare e comprendere. Serve tempo perché il tedesco non è semplice. Però dopo un anno si iniziano a vedere i risultati – spiega Ercole Gentile -. Quanto alle differenze rispetto all’Italia, devo dire che i tedeschi (generalizzando) sono più precisi e di conseguenza i servizi funzionano molto bene. C’è un ottimo welfare». Berlino, inoltre, è una metropoli nella quale «c’è una forte integrazione. Il che rende facile ambientarsi». Ma ciò che Ercole predilige pare essere l’aspetto eco-sostenibile della città perché «si può girare in bicicletta e con i mezzi di trasporto senza avere l’auto. È una gran bella cosa».

Tra le note negative rileva una certa «rigidità» caratteriale che rende difficile instaurare amicizie con i tedeschi anche se «non è impossibile». Tornare in Italia è un pensiero ricorrente, «non è detto che un giorno, se ci fosse una buona opportunità, non succeda. Anche se mi spaventerebbe affrontare l’inquinamento bresciano e dover avere a che fare, tutti i giorni, con la mentalità italiana. Diciamo che al momento ho il giusto equilibrio. Per ora resto a Berlino».
P.BUI.

Fonte: Bresciaoggi

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