Etno-Tracce in Franciacorta, alla riscoperta del suono

Etno Tracce Mirra Drake settembre 2025

Non un artificio, non una convenzione, tantomeno un espediente narrativo fine a se stesso: secondo il manifesto del Festival Etno-Tracce in Franciacorta, il “suono perduto” – filo rosso di questa 7ª edizione – «è quello della ricerca artistica autentica, quello che non necessita di definizioni o di un apparato estetico elaborato per toccare il cuore del pubblico, ma che si affida unicamente alla forza della musica». Spinta propulsiva che anima nel profondo il progetto promosso dall’Associazione culturale Alchechengi APS-ETS con la direzione artistica di Marco Tiraboschi, sempre più fedele alla sua vocazione itinerante e senza confini, radicato nel territorio e al contempo proiettato verso il mondo.

Così, dopo l’anteprima bresciana di luglio con Mediterraneo Battente, Etno-Tracce tornerà a vibrare dal 24 agosto al 4 ottobre 2025, delineando all’orizzonte un viaggio sonoro che attraverserà i Comuni di Ome, Cologne, Erbusco, Gussago e Palazzolo sull’Oglio, pronti a farsi scenografie vive per concerti capaci di abbattere confini geografici e culturali.

Una panoramica dall’alto: l’apertura del festival – presentato a palazzo Broletto, in città – sarà affidata al clarinettista di fama internazionale Gabriele Mirabassi, noto per collaborazioni tra le altre con John Cage e Mina, che alle ore 17:30 nello sfondo naturale della «Busa del Varzet» a Ome trasformerà rocce e alberi in strumenti di risonanza. Un concerto sensoriale, tra trekking e immersione totale nel paesaggio, dove il virtuosismo si intreccerà con la dimensione più ancestrale del suono.

Atmosfere incendiarie caratterizzeranno poi l’appuntamento del 28 agosto a Cologne con Baraccone Express, quartetto capace di fondere il timbro ipnotico del cymbalom con suggestioni cinematografiche, musica gitana e jazz. L’indomani, 29 agosto, a Erbusco, toccherà al Rhapsòdija Trio guidare il pubblico in un caleidoscopico itinerario tra melodie italiane, improvvisazioni jazz, influenze est-europee e ritmi klezmer. Ancora: il 31 agosto, sempre a Ome, la musica diventerà strumento di dialogo con Gabriele Coen e Ziad Trabelsi, impegnati in un intreccio sonoro tra tradizioni ebraica e araba: oud e clarinetto racconteranno, meglio di mille parole, la possibilità di una convivenza armoniosa tra culture spesso divise da conflitti.

Lunedì 8 settembre a Gussago il vibrafono di Pasquale Mirra incontrerà la batteria di Hamid Drake, leggenda del jazz contemporaneo cresciuta nella scena di Chicago: un duo che vive di improvvisazione pura, capace di generare paesaggi interiori dove ritmo e silenzio diventano materia spirituale.

L’iter polifonico culminerà quindi il 4 ottobre a Palazzolo sull’Oglio, allorché il sipario del Teatro Sociale si aprirà sul concerto in solo di Alessandro «Asso» Stefana. Bresciano di origine ma cittadino del mondo, chitarrista e compositore tra i più creativi della scena internazionale, Stefana guiderà il pubblico in un universo sonoro sospeso tra folk, atmosfere western e suggestioni cinematografiche, con echi delle sue collaborazioni con Capossela, Calexico e P.J. Harvey.

Nell’arco di queste settimane non mancheranno momenti collaterali pensati per amplificare l’esperienza: visite guidate ai siti storici della Franciacorta e un laboratorio artistico per bambini, a ulteriore conferma della volontà del festival di intersecare musica, territorio e comunità. Sostenuto dal Consiglio di Regione Lombardia, Provincia di Brescia, Comuni, Fondazione della Comunità Bresciana, Fondazione Asm e Terra della Franciacorta, Etno-Tracce cresce in simbiosi con la sua stessa identità fondata sul valore della contaminazione, della scoperta e dell’inatteso. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti.
Elia Zupelli

Fonte: Bresciaoggi

Per approfondire:
etnotracce.it

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