Fare memoria del bene: quarto appuntamento dedicato a Oscar Romero e Marianella Garcìa Villas

Fare memoria del bene

Martedì 25 marzo 2014 è in programma il quarto appuntamento della rassegna “Fare memoria del Bene” organizzata dal Comune di Gussago e dalla parrocchia “Santa Maria Assunta”. Alle 20:30, nella sala “Mons. Bazzani” di Gussago, in occasione dell’anniversario dell’assassinio di Marianella García Villas e di Oscar Romero, si parlerà de “La Strada della non violenza nell’America latina delle dittature“.

Il 24 marzo si ricorda invece il 34° anniversario dell’assassinio di Oscar Romero, arcivescovo di San Salvador, colpito a morte mentre stava celebrando l’Eucarestia. Come ha giustamente osservato il card. Carlo Maria Martini, Romero è stato «un vescovo educato dal suo popolo». Da una terra dove scorreva il sangue, dove gli oppositori erano fatti scomparire, dove i diritti umani erano calpestati, la voce dell’arcivescovo di San Salvador, libera e autorevole, ha oltrepassato le frontiere e si è diffusa in tutto il mondo. Quando si rese conto delle sofferenze del suo popolo, Romero ne ebbe compassione e da buon pastore se ne fece carico. Andò consapevolmente incontro alla morte e non vi si sottrasse: la logica evangelica gli chiedeva questo e lui vi aderì fino al sacrificio estremo.

Alla serata interverranno Mons. Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea, già presidente internazionale di Pax Christi, che conobbe mons. Romero e collaborò con Marianella Garcia Villas. Accanto a mons. Bettazzi vi sarà don Fabio Corazzina, per diversi anni coordinatore nazionale di Pax Christi, movimento cattolico internazionale per la pace.

La serata su Romero e Marianella non è stata fissata a caso nel mese di marzo. Infatti in tale mese, esattamente il 13 marzo, ricorre il 31° anniversario dell’assassinio di Marianella García Villas, presidente della Commissione diritti umani di El Salvador, collaboratrice di mons. Romero, più volte candidata al premio Nobel per la pace. Marianella, definita “avvocata dei poveri, compagna degli oppressi, sorella dei perseguitati, voce degli scomparsi”, venne più volte in Italia a chiedere la solidarietà e il sostegno delle forze politiche e sociali del nostro Paese, come pure si recò in altri Paesi e alla Commissione Onu per i diritti umani. Proprio per questa sua opera di instancabile denuncia dei massacri e delle violenze perpetrate dalla giunta militare al potere in Salvador, la sua voce venne messa a tacere per sempre. Poche settimane dopo il suo assassinio, Marianella venne ricordata a Roma, in Campidoglio, alla presenza del Presidente della Repubblica Sandro Pertini.

Sempre in marzo, esattamente il 24, si ricorda anche il 34° anniversario dell’assassinio di Oscar Romero, arcivescovo di San Salvador, colpito a morte mentre stava celebrando l’Eucarestia. Come ha giustamente osservato il card. Carlo Maria Martini, Romero è stato «un vescovo educato dal suo popolo». Da una terra dove scorreva il sangue, dove gli oppositori erano fatti scomparire, dove i diritti umani erano calpestati, la voce dell’arcivescovo di San Salvador, libera e autorevole, ha oltrepassato le frontiere e si è diffusa in tutto il mondo. Quando si rese conto delle sofferenze del suo popolo, mons. Romero ne ebbe compassione e da buon pastore se ne fece carico. Andò consapevolmente incontro alla morte e non vi si sottrasse: la logica evangelica gli chiedeva questo e lui vi aderì fino al sacrificio estremo.

Romero e Marianella hanno collaborato fra di loro e ed entrambi hanno pagato con la vita la propria opera in difesa dei diritti del proprio popolo. La loro voce venne messa a tacere poiché oltrepassava le frontiere ed era ascoltata in tutto il mondo. La serata di Gussago, proponendo le figure di questi due testimoni-martiri, ci esorta a riflettere sulla via della pace e della nonviolenza in un tempo in cui i venti di guerra continuano a soffiare prepotentemente e la corsa agli armamenti, anche in tempo di pesante crisi economica, non subisce rallentamenti. La logica che ha guidato la vita di Oscar Romero e di Marianella García Villas è stata la logica del servizio al proprio popolo, nel tentativo di costruire un mondo più giusto e più umano. Fare memoria di Romero e Marianella è fare memoria del bene poiché con il loro sacrificio hanno irrorato la terra salvadoregna, e non solo, di semi di giustizia e di pace.

Fonte: lavocedelpopolo.it

Per approfondire:
– locandina incontro “La Strada della non violenza nell’America latina delle dittature

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