Fondazione Richiedei: “Il baratro è vicino”, “Passi avanti”

Ingresso Fondazione Richiedei a Gussago

Richiedei il baratro è vicino

Sindacati e Giunta comunale non nascondono la gravissima situazione della Fondazione. Il sindaco: «Ormai solo la Regione può evitare il peggio Se arriveranno gli strumenti, il Comune si farà garante» Cgil, Cisl e Uil: «Si rischia di perdere 430 posti di lavoro».

Dopo l’assise della scorsa settimana in Prefettura dove si è approfondita la situazione della Fondazione Richiedei, sono i sindacati Cgil, Cisl e Uil a prendere posizione. «A fronte della grave situazione economica della Fondazione, ribadiamo con forza che l’obiettivo è salvaguardare sia i 430 posti di lavoro, vitali per l’economia del territorio, che la qualità e la centralità dei servizi erogati al cittadino dalla Fondazione Richiedei. I lavoratori hanno già contribuito in maniera significativa a risanare il costo gestionale con l’accordo del gennaio scorso, che ha previsto il taglio della produttività aziendale per circa 500 mila euro, senza contare la dilazione del saldo degli arretrati del 2009, traslati al 2014. Nessun soggetto istituzionale, Regione Lombardia in primis, d’ora in poi non potrà dire “non sapevo, non ho potuto fare nulla”. Non più».

In Prefettura il presidente della Richiedei, Fausto Gardoni, aveva sottolineato: «Da parte della Fondazione è stato fatto tutto quanto possibile per affrontare la situazione. Negli ultimi tre esercizi abbiamo realizzato efficienze strutturali che ci hanno permesso di ridurre le perdite di 2,5 milioni di euro all’anno, oltre all’una tantum che ha ridotto il deficit di altri 2 milioni». Misure urgenti per un malato ormai gravissimo: dal 2004 in avanti la Fondazione Richiedei ha accumulato un deficit di 23 milioni. Non aveva preso il giro largo Gardoni affermando che il Richiedei è prossimo ad abbassare la saracinesca.

Non rimane che attendere la convocazione della Regione, che arriverà sicuramente – è stato detto in Prefettura – entro una quindicina di giorni. Conto alla rovescia iniziato, quindi, sotto tutti i punti di vista: «È chiaro che solo la Regione può mettere a disposizione gli strumenti per salvare la Richiedei – ha confermato ieri il sindaco di Gussago Bruno Marchina -. Anche il Comune, parte in causa in questa vicenda, segue da vicino l’evoluzione e chiede vengano messe in campo iniziative concrete entro l’estate». In tal caso: «La nostra Amministrazione ha garantito con le banche la prima tranche del prestito alla Richiedei – un milione di euro concessi dal Banco di Brescia – mentre per la seconda, sempre di un milione da scaglionare in giugno e settembre, onoreremo l’impegno solo se alla Richiedei verrà aperto uno spiraglio per rimanere sul mercato».
Cesare Mariani

Fonte: Bresciaoggi

Richiedei, i sindacati: «Passi avanti»

Cgil, Cisl e Uil giudicano positivamente l’incontro in Prefettura.

La strada per salvare la Fondazione Richiedei è ancora lunga, e complicata. Ma i piccoli passi avanti non mancano. Come per esempio il tavolo di lavoro che si è svolto nei giorni scorsi in Prefettura. «Possiamo giudicare incoraggiante – spiegano Cgil, Cisl e Uil – l’esito dell’incontro. La lunga discussione ha richiamato tutti i soggetti istituzionali, che decidono rispetto al finanziamento delle politiche sanitarie e assistenziali del territorio, alle responsabilità in merito alla sopravvivenza della Fondazione Richiedei». Una presa di responsabilità che si è concretizzata con l’impegno assunto dall’assessore regionale alla Famiglia di convocare una riunione entro due settimane a Milano. «L’assessore regionale – continuano i sindacati – ha parlato solo di incrementi legati ai voucher, quando la condizione per il salvataggio della Fondazione Richiedei è l’incremento delle attività con più posti letto, l’adeguamento delle tariffe e l’aumento dei budget regionali». A fronte della grave situazione economica della Fondazione, Cgil Cisl e Uil ribadiscono con forza che «l’obiettivo è salvaguardare sia i posti di lavoro (ben 430), vitali per l’economia del territorio, sia la qualità e la centralità dei servizi erogati al cittadino dalla Fondazione. I lavoratori hanno già contribuito in maniera significativa a risanare il costo gestionale con l’accordo che ha previsto il taglio della produttività aziendale. Ricorderemo gli impegni in ogni sede».

Fonte: Giornale di Brescia

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