Fondazione Richiedei: i sindacati chiedono un posto al tavolo

Ingresso Fondazione Richiedei a Gussago

Nella trattativa per la cessione del ramo d’azienda della Rsa di Gussago alla Codess.

«Non è una partita a due tra Codess e Fondazione Richiedei». Per i sindacati le scelte da fare riguardo il futuro della residenza socio assistenziale «Richiedei» di Gussago devono essere affidate a una cabina di regia che coinvolga tutti gli attori in campo. Prima di Natale, Fp Cisl, Fp Cgil e Fpl Uil hanno nuovamente sollecitato la Regione affinché faccia partire il tavolo di confronto con il coordinamento dell’Asl. Una cosa, aggiungono, deve essere chiara: la strada da seguire, in primis, «è quella del risanamento in corso, per garantire la sostenibilità e il rilancio della struttura, e di conseguenza i posti di lavoro. Altre opzioni, come quella dell’affitto del ramo d’azienda, sono da considerare, ma solo come l’ultima delle istanze possibili».

Lo ripetono all’indomani dell’ultimo capitolo del vis à vis tra Codess Sociale – la cooperativa di Padova che si è detta disposta a prendere in affitto un ramo d’azienda della Fondazione Richiedei – e quest’ultima. Se Codess, con il direttore generale Luca Omodei, ha precisato «che la negoziazione in corso, indirizzata verso una soluzione condivisa, è stata praticamente interrotta da un lettera arrivata da Gussago. Nonostante questo – ha proseguito Omodei – siamo ancora intenzionati a portare avanti il nostro progetto».

Il presidente della Fondazione Richiedei, Fausto Gardoni, ha risposto che «Codess per ora ha manifestato il proprio interesse, ma non ha formalizzato l’offerta perché prima dovremo pubblicare un bando di gara. Bando di cui probabilmente non ci sarà neppure bisogno perché il Richiedei potrebbe uscire dalla situazione difficile che sta vivendo da qualche tempo a livello finanziario, con le proprie gambe».

Franco Berardi, segretario della Fp Cisl di Brescia commenta: «Bisogna convocare la cabina di regia e decidere la soluzione idonea per salvaguardare e rilanciare la struttura. In primis bisogna proseguire nella strada di risanamento intrapresa. Solo in caso questa non andasse in porto, si potrebbe decidere il cambio di rotta che dovrebbe passare attraverso un bando europeo». Concordano Daniele Bailo, segretario generale della Uil di Brescia e Donatella Cagno, segretario della Fp Cgil bresciana: l’interesse resta salvaguardare la struttura e i posti di lavoro. «Prima di optare per un cambiamento di rotta bisogna andare fino in fondo al percorso portato avanti finora. E soprattutto convocare al più presto la cabina di regia».
Paola Gregorio

Fonte: Giornale di Brescia

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