
Solo una manciata di giorni e si saprà se la Comunità Montana della Valle Trompia potrà rimettere le mani sui 6 milioni di euro di fondi europei destinati al piano di sviluppo locale. È in programma per il 18 gennaio 2017 l’udienza al Tar di Brescia nella quale il giudice amministrativo dovrà decidere se la società Gal Golem Valle Trompia e Colline Prealpi bresciane – di cui la Comunità Montana Valle Trompia è capofila – potrà beneficiare, come era stato stabilito in un primo momento con la graduatoria stilata ad agosto 2016, dei finanzianti Leader per valorizzare il territorio e i suoi prodotti.
Il nodo della questione è l’esclusione di alcuni Gruppi di azione locale come il Gal Golem Valle Trompia Colline e Prealpi bresciane, il Gal Vallecamonica e il Gal dei due Laghi (comunità montana Valsassina) dalla graduatoria delle società ammesse al finanziamento. A decretarlo un documento di Regione Lombardia del novembre scorso e di cui i ricorrenti chiedono la sospensiva. A causare l’inammissibilità all’accesso ai fondi europei sembra essere una differente interpretazione del Regolamento Europeo 1303/13 sulla governance della società. Secondo una prima interpretazione da parte dei dirigenti di Regione Lombardia della legge europea l’organo decisionale del Gal era il consiglio di amministrazione, organismo di cui ci siamo preoccupati fin dall’inizio di verificare le percentuali di pubblico e privato: 4 membri espressione del mondo privato e 2 del mondo pubblico. A novembre invece – spiega Massimo Ottelli, presidente della Comunità Montana di Valle Trompia – un nuovo dirigente interpretando in altro modo la norma ci ha escluso perché la compagine sociale è composta dal 72 per cento da soci pubblici e dal 28 per cento da soci privati».
Tale composizione, secondo il dirigente regionale, non rispetterebbe la legge europea che stabilisce che «a livello decisionale, né le autorità pubbliche, né alcun singolo gruppo di interesse rappresentino più del 49 per cento degli aventi diritto al voto». Stesso discorso per il Gal Valle Camonica che ha visto sfumare 6,6 milioni di euro di finanziamenti. Tra le società bresciane ammesse al finanziamento invece il Gal Garda Valsabbia di cui è capofila la Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano (suoi 6,3 milioni di euro di fondi). Tanti i progetti che non vedrebbero la luce se il giudice del tribunale amministrativo il 18 gennaio non accettasse la richiesta di sospensiva avanzata dalla Comunità Montana della Valle Trompia tra cui, solo per fare qualche esempio, la stagionatura in miniera del Nostrano Valtrompia Dop, la ristrutturazione dei siti della Santissima a Gussago e di Santo Stefano a Collebeato, gli incentivi per il recupero dei castagneti e di diversi percorsi escursionistici.
Silvia Ghilardi
Fonte: Corriere della Sera – ed. Brescia