Fotogallery “Processione Corpus Domini 2014”

Fotogallery processione "Corpus Domini" 2014

Scrivere di una processione non è cosa facile, sarebbe poco elegante fare un reportage di ciò che si è visto, quando mi è stato chiesto di farlo ho cercato su Internet un po’ storia. Ho passato qualche ora leggendo annotazioni storiche e tradizioni locali, trovando aneddoti molto interessanti. Cercando di dare un’impronta generica sul significato della processione. Alcune tradizioni sono anche di nostra appartenenza, un tempo era d’uso addobbare le vie del paese con festoni e fiori alle finestre, si mettevano tovaglie di lino bianco finemente ricamate. Il contadino abbandonava l’abito da lavoro per indossare l’abito “buono” della domenica, e le donne indossavano scialli e veli ricamati che coprivano il capo. I bimbi venivano vestiti da angioletti e gettavano petali di fiori al passare del baldacchino dove c’era il sacerdote che portava il santissimo sacramento nell’ostensorio. Tradizioni che da noi purtroppo si sono perdute, mentre al centro e al sud della nostra bella Italia resistono. A Genzano, Bolsena Cannara, Spello, Pievepelago e Fiumalbo in Provincia di Modena, Spotorno, Dasà, Itri, San Pier Niceto lungo il percorso della processione viene realizzata l’infiorata (raffiguranti scene sacre), un tappeto naturale costituito da petali di fiori. Alcune tradizioni, vogliono che i petali utilizzati per la realizzazione delle opere floreali, debbano essere freschi e raccolti all’albeggiare. In altri paesi invece viene utilizzata segatura colorata per realizzare dei quadri raffiguranti scene sacre. Con questa mia ricerca nella testa mi sono recata alla processione col pensiero di ciò che avrei scritto.

Con mio sommo stupore, e con grande anzi grandissima gioia ho trovato una sorpresa che mi ha fatto trasecolare, al baldacchino posto davanti alla chiesa, in attesa del Santissimo Sacramento, oltre agli anziani che da anni fanno parte dell’organizzazione della processione c’erano dei ragazzi che aspettavo di sollevarlo e trasportarlo con rispetto nella processione per le vie del paese. E’ stato bello vedere ragazzi e anziani collaborare per la buona riuscita della processione. E’ auspicabile che questa collaborazione si dilati nel tempo e che ad ogni anno ci siano nuove iniziative che possano riportare la processione del Corpus Domini ai fasti di un tempo. Grande la partecipazione degli abitanti di Gussago che, anche se il tempo non prometteva nulla di buono, si sono presentati all’appuntamento e con religioso comportamento sono sfilati per le vie del paese pregando con il soffondo della banda “Santa Maria Assunta” di Gussago. Che alla fine della Celebrazione religiosa si è esibita in un piccolo ma grazioso concerto, creando un momento di aggregazzione che è stato un bene per chi vi ha partecipato.

Breve cenno storico: quando al Corpus Domini si andava armati (di fede?) leggete e capirete….
Fu papa Urbano IV, con bolla Transiturus de hoc mundo dell’11 agosto 1264, da Orvieto dove aveva stabilito la residenza della corte pontificia a far si che la solennità del Corpus Domini si sviluppasse a tutta la Chiesa, lo stesso Papa incaricò Tommaso d’Aquino di comporre l’officio della solennità e della messa del Corpus et Sanguis Domini. San Tommaso risiedeva, come il pontefice, sull’etrusca città rupestre di Orvieto, nel convento di San Domenico. Il Doctor Angelicus insegnava Teologia nello Studium (l’università dell’epoca) orvietano e presso S. Domenico si conserva ancora la sua cattedra e il crocifisso ligneo che gli parlò. Tradizione vuole infatti che proprio per la profondità e completezza teologica dell’officio composto per il Corpus Domini, Gesù – attraverso quel crocifisso – abbia detto: “Bene scripsisti de me, Thoma”. L’inno principale del Corpus Domini, cantato nella processione e nei Vespri, è il Pange Lingua; un altro inno dedicato è il Sacris solemniis, specialmente nella sua sezione finale (che costituisce il Panis Angelicus). Esiste anche una sequenza per il Corpus Domini: il Lauda Sion Salvatorem. All’anno precedente si fa risalire tradizionalmente anche il Miracolo eucaristico di Bolsena.

La venerazione del Santissimo Sacramento nacque in Belgio nel 1246 come festa della diocesi di Liegi. Il suo scopo era quello di celebrare la reale presenza di Cristo nell’Eucaristia. L’introduzione di questa festività nel calendario cristiano la si deve principalmente ad una, monaca agostiniana vissuta nella prima metà del tredicesimo secolo certa suor Giuliana di Cornillon. Nel 1208 ebbe una visione le apparse Cristo che le chiedeva di impiegarsi perché venisse istituita la festa del Santissimo Sacramento, per ravvivare la fede dei fedeli e per espiare i peccati commessi contro il Sacramento dell’eucarestia. Nel 1222, venne nominata priora del convento di Mont Cornillon, e per mantenere fede alla richiesta fattagli da Cristo si prodigo affinché ciò che gli era stato chiesto venisse fatto. Scrisse una petizione anche a Ugo di Saint-Cher, all’arcidiacono di Liegi, Jacques Pantaléon (futuro Urbano IV) e a Roberto de Thourotte, vescovo di Liegi. All’epoca i vescovi avevano infatti la facoltà di istituire festività all’interno delle loro diocesi. Fu proprio l’iniziativa e le insistenti richieste della monaca a far sì che, nel 1246, Roberto de Thourotte convocasse un sinodo e ordinasse, a partire dall’anno successivo,si istituì la celebrazione della festa del Corpus Domini. Solo nel 1264, alcuni anni dopo la morte di suor Giuliana e di Roberto de Thourotte, la celebrazione fosse estesa a tutta la Chiesa universale. Durante il periodo delle guerre di religione in Francia la processione del Corpus Domini fu oggetto di ostilità da parte degli Ugonotti. Infatti i Calvinisti (noti in Francia come Ugonotti) negano la transustanziazione (ovverosia la conversione della sostanza del Pane e del Vino in Corpo e Sangue di Cristo che avviene durante la celebrazione dell’eucaristia) definendola leggenda priva di fondamento, e persino offensiva nei confronti della religione evangelica. Gli Ugonotti facevano della processione oggetto di numerose provocazioni, e veri e propri attacchi alle immagini e all’ostia, oppure semplicemente dimostravano la loro diversità religiosa (non stendendo alla finestra le tovaglie che, tradizionalmente, le famiglie cattoliche francesi mettevano in mostra in omaggio alla processione, lavorando ostentatamente alle finestre o davanti agli usci ecc.).

Fino alla metà del Seicento in certe zone della Francia la processione del Corpus Domini fu quindi accompagnata da massicci schieramenti di forza pubblica, e con i fedeli in genere armati e pronti a difendere l’ostia da eventuali profanazioni. Questa festa è di precetto e viene celebrata il Giovedì della II settimana dopo Pentecoste.

A cura di Iosemilly De Peri Piovani

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