Frode al Fisco: Rossini ricostruisce il “sistema”

Guardia Finanza

Le prime ammissioni le aveva fatte già durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip. Ieri, dopo avere chiesto di potere incontrare il pubblico ministero titolare dell’inchiesta che lo vede indagato insieme ad altre 72 persone, ha spiegato come il gruppo di cui sarebbe stato la mente era in grado di evadere le tasse attraverso una rete di società capaci di emettere fatture false per un valore che supera il mezzo miliardo di euro. Giuliano Rossini, il quarantaseienne finito in carcere nell’ambito dell’inchiesta della procura di Brescia per una maxi frode fiscale da oltre 90 milioni di euro – è detenuto a Cremona dove si è consegnato un paio di giorni dopo il blitz delle forze dell’ordine che lo scorso 7 settembre ha portato all’arresto di 22 persone – per ore è stato sentito dagli inquirenti che lo ritengono il vertice della presunta associazione a delinquere creata insieme alla moglie, Silvia Fornero, finita in carcere a Verziano dopo essersi inizialmente resa anche lei irreperibile.

«Ha risposto a tutte le domande del pubblico ministero – ha spiegato il suo legale, l’avvocato Lorenzo Cinquepalmi – Ha ammesso gli addebiti così come già fatto davanti al gip con alcune dichiarazioni spontanee. Ora, dopo avere visto gli atti, ha voluto ricostruire il meccanismo utilizzato per mettere in piedi il sistema». Nessun accenno invece ai milioni di euro, quindici, in contanti trovati nei giorni scorsi dagli investigatori che li hanno individuati sottoterra e in abitazioni (il denaro era murato in cantina, nel sottotetto e occultato anche in vasi e in un tagliaerba) tra Gussago e Brione, riconducibili alla coppia e al figlio finito ai domiciliari insieme alla zia materna. Una caccia al tesoro nel corso della quale carabinieri e finanzieri hanno utilizzato una sorta di mappa recuperata durante le prime perquisizioni. «L’argomento non è stato toccato – sottolinea l’avvocato Cinquepalmi che assiste anche moglie, figlio e cognata di Rossini – Davanti al pm ha fatto chiarezza sui rapporti con le altre persone coinvolte nell’indagine». Lo farà in un secondo incontro con il magistrato. «Si è trattato solo di un primo step – precisa l’avvocato del 46enne – Nei prossimi giorni tornerà a parlare». E nei prossimi giorni la vicenda approderà anche davanti al tribunale del Riesame. «Abbiamo fatto ricorso contro alcuni dei sequestri eseguiti – spiega l’avvocato Cinquepalmi – Non sarà invece fatta (almeno per il momento) alcuna richiesta circa le misure cautelari emesse nei suoi confronti e dei suoi familiari».
Paolo Cittadini

Fonte: Bresciaoggi

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