Gal Golem, la Lombardia revoca i 6 milioni di opere: enti pronti al ricorso

Municipio di Gussago

Il ricorso è praticamente pronto. Sarà presentato lunedì. Non ci sta la Comunità montana di Valtrompia, insieme al Gal Golem, a farsi sfilare da sotto il naso gli oltre 6,2 milioni di euro di contributo che – attraverso un ventaglio di progetti – sarebbe servito per valorizzare il territorio e i suoi prodotti. Un tesoretto frutto del primo posto conquistato nel bando della Lombardia, strappato agli enti per «un’istruttoria su presunte non conformità con il regolamento europeo». «Senza interlocuzione o un termine per le osservazioni un nuovo dirigente regionale, appena succeduto ai funzionari storici che hanno gestito i progetti precedenti, curato il bando e la graduatoria, ha condotto un’istruttoria e disposto in unico atto la nostra espulsione, insieme a quella dei Gal di Valle Camonica e dei due laghi, facendo subentrare i tre candidati seguenti in graduatoria e assegnando loro le nostre risorse» ha scritto il presidente del Gal Golem, Andrea Crescini, nella lettera inviata a tutti i soci e ai comuni triumplini. La notizia dell’esclusione, dopo che ufficialmente era stata decretata la graduatoria che assegnava risorse al progetto, ha raggelato gli enti, ma non li ha scoraggiati. Tanto che si sono subito messi al lavoro tramite un legale per difendere le posizioni di Gal Golem Valle Trompia e colline prealpi bresciane, nonché di Comunità Montana in quanto capofila del partenariato, che «ha confermato che gli elementi sono tali da poter presentare un ricorso per l’annullamento del decreto».

Avanti tutta dunque nella convinzione che tutto è stato rispettato alla lettera perché più di altre realtà quella triumplina avrebbe rispettato quanto prescritto. La questione si gioca su un accertamento rispetto alle competenze decisionali. In sostanza, se sia il Consiglio di amministrazione – o l’assemblea – organo sovrano delle decisioni. Che questo titolo spetti al Cda per Gal e a Comunità montana è per gli enti evidente, come dimostrano «i pareri della Commissione Europea e della stessa Regione» che avrebbe premiato la società consortile anche per questo. A questo punto «se si tratti di volontà persecutoria e di eccesso di zelo è difficile da sapere. Certo però è che, attualmente, sulla carta gli oltre sei milioni sarebbero già stati assegnati ad un’altra realtà: questo è inaccettabile – ha ricordato il presidente della Comunità montana Massimo Ottelli».
F.B.

Fonte: Giornale di Brescia

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