
Con un inizio di stagione travolgente, il Valtrompia Volley di serie C maschile può sognare il salto di categoria. Un filotto di risultati scoppiettanti, i cui meriti vanno equamente divisi tra gli interpreti. Innanzitutto un gruppo di giocatori esperti e di chiaro valore per la serie C. C’è poi una società ben organizzata e un tecnico Gigi Zizioli, con alle spalle oltre 40 anni di pallavolo. Gigi Zizioli è l’anima dei «Lupi» di Valtrompia: «Questa è la mia dimensione. L’ambiente nel quale, dopo tanti anni di pallavolo, mi trovo a mio agio. Non ho mai fatto pallavolo per soldi, e oggi più che mai mi piace stare con i ragazzi, lavorare per la loro crescita, portare avanti e vivere in serenità certi valori dello sport». Parole dette in semplicità, senza rimpianti o nostalgia, a conclusione di un tuffo nei ricordi, ripercorrendo epoche, città, personaggi che l’allenatore di Gussago ha incontrato sulla propria strada. Diplomato all’Isef di Milano, in carriera ha allenato in tutte le categorie maschili (anche il Monticelli femminile), dalla serie A1 alla serie D, attraversando l’Italia (da Bergamo, a Brescia, da Montichiari, a Napoli, da Parma a Crema), e vincendo in Europa, con il doppio successo in coppa delle Coppe con la Gabeca Montichiari.
Zizioli, di vittorie e successi ne ha ottenuti tanti, con ricordi indelebili, pur non enfatizzandoli: «Più che i trionfi – spiega con serenità -, è l’idea di aver fatto qualcosa di produttivo che mi accompagna. Tanto è vero che con alcune mie squadre ho fatto campionati spettacolari pur non avendo ottenuto la promozione». Una stagione indimenticabile fu quella del 1985, in panchina con la Sav Bergamo in A2, con un palazzetto gremito in tutte le partite: «Giocavamo un pallavolo molto piacevole, togliendoci parecchie soddisfazioni – prosegue Zizioli -, e sino all’ultimo abbiamo sognato la promozione. Purtroppo perdemmo lo scontro diretto con Fontanafredda, nella quale giocava Jimmy George, che poco dopo sarebbe diventato un idolo a Montichiari. Fece più di una trentina di cambi palla, e una ventina di punti. Era un giocatore impressionante».
Di lì a pochi anni per Gigi arrivò l’opportunità di arrivare a Montichiari: «Fu Angiolino Frigoni a contattarmi. A inizio anni ’80, con lui ho passato due anni a Macerata per un corso di specializzazione Isef ed è rimasta una solida amicizia. Lui poi scelse di andare in Nazionale con Velasco e io feci da secondo a Stelio De Rocco. Annate straordinarie con la Gabeca, come la doppietta in coppa delle Coppe. La più bella? La prima, contro i russi dell’Automobilist Leningrado. Era una squadra straordinaria e noi facemmo un’impresa, con un Quiroga devastante. Sono però sicuro che per i tifosi e gli appassionati la vittoria più bella fu quella con la Mediolanum l’anno successivo, con un tie break pazzesco finito 17-16». A distanza di una ventina d’anni, sembra una pallavolo d’altri tempi, della quale Zizioli apprezza però ancora le tante persone incontrate e con le quali ha diviso soddisfazioni e fortune. Oggi, di tornare agli alti livelli non ci pensa: «Sto bene così. Piuttosto mi piacerebbe un’avventura all’estero».
Luca Prandini
Fonte: Giornale di Brescia