GS Ronco festeggia mezzo secolo di grandi successi

GS Ronco marzo 2019

Mezzo secolo di impegno ininterrotto per promuovere il ciclismo giovanile: la Ronco di Gussago ha tagliato questo prestigioso traguardo qualche settimana fa celebrando l’evento senza troppi lustrini ma con il consueto entusiasmo. La società rosanero è stata fondata nel 1969, come la Gavardo e l’Europack di Villa Pedergnano. Anno fortunato per il ciclismo bresciano, perché Ronco e Gavardo sono tuttora in attività. Solo l’Europack di Alghisi ha tirato i remi in barca ormai da tanti anni. La Ronco dei Bonfadelli, Braghini, Codenotti, Zamboni, Bontempi, Volpi e compagnia bella, nel corso di cinquant’anni di attività ha ottenuto numerosi successi, e portato al professionismo alcuni corridori di grande qualità. Angelo Tosoni, Guido Bontempi, Piergiorgio Angeli, Fabrizio Bontempi, Daniele Contrini rappresentano il quintetto delle meraviglie, capace di incidere profondamente anche nella categoria maggiore. Nata sulle ceneri della Polisportiva Gussaghese dell’indimenticato dottor Corcione, la società ha fissato la sua sede a Ronco vicino all’edicola. Negli anni è stata spostata, rimanendo sempre nel cuore del sobborgo gussaghese. Al timone di questo team è rimasto a lungo Pietro «Partigiano» Codenotti. Non è un caso che i cinque corridori sopra elencati siano stati svezzati proprio da lui. Con il terzetto Tosoni-Facchini-Zanardini ha spopolato negli anni settanta. Poi è stato il turno di «Ciclone» Guido Bontempi, capace di conquistare ben quattro titoli italiani su pista a Pordenone nelle categorie allievi e juniores. Guido-jet ha pure vestito la maglia della nazionale alla rassegna iridata di Vienna cui partecipò anche il caprianese Ferruccio Veschetti. Non è un caso che il velocista vincitore di una ottantina di corse tra i professionisti sia stato a fine carriera sullo scranno presidenziale e che tuttora figuri tra i soci.

«La Ronco è stata una scuola di vita – ama da sempre ripetere Guidone -. Sono cresciuto come corridore e uomo. Porto nel cuore questa società che mi ha dato tanto». Prima di lui a compiere il gran salto è stato Angelo Tosoni, residente alla Macina di Castenedolo. Conserva tuttora la maglia rosanero di lana, negli anni si è ristretta ma la conserva come una reliquia. «Non posso dimenticare quello splendido periodo – dice l’arcangelo d Castenedolo -. Con il Partigiano ho vissuto esperienze straordinarie che mi sono servite nel prosieguo della mia carriera». Dello stesso tenore il pensiero di Piergiorgio Angeli e Daniele Contrini, gussaghese doc il primo triumplino di Gardone il secondo. Fabrizio Bontempi dopo aver svolto la carriera giovanile con questo team è passato professionista e a conclusione dell’attività ha fondato il Pc Rodengo Saiano. Tanti i corridori che hanno permesso alla Ronco di assurgere a livelli di eccellenza senza soluzione di continuità. L’ultimo della serie è quel Tomas Trainini che figura tra l’elite degli juniores italiani. Ma l’elenco è davvero lungo e praticamente impossibile ricordare perché dalla Ronco sono passati centinaia di corridori, numerosi dei quali tuttora in società. Un nome su tutti: Rudi Braghini che riveste la carica di presidente. E quando ha preso la parola nella Sala Togni non ha saputo nascondere la sua emozione. «Essere qui a festeggiare i cinquant’anni di attività della Ronco è qualcosa di straordinario. Sono felice perché tra noi ci sono tante persone che hanno avuto l’onore di vestire la casacca rosanero». Titoli italiani, maglie azzurre, corone provinciale regionali su strada e su pista in gran quantità, l’organizzazione di numerose corse per tutte le categorie giovanili, costituiscono un autentico patrimonio del ciclismo bresciano. E soprattutto l’impegno in favore dei giovani continua: anche quest’anno sono state varate le formazioni delle categorie allievi, esordienti e giovanissimi. Come dire che la Ronco a 50 anni è ancora giovane e vitale. Ed è rimasto intatto il rapporto tra dirigenti, soci, sponsor e corridori: una autentica famiglia dove Rudi Braghini è il buon padre, disponibile a risolvere sul nascere qualsivoglia problema. Auguri cara Ronco e vita lunga.
A. MASS.

Fonte: Bresciaoggi

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