Il Gso “sfrattato” dall’oratorio, campo non idoneo: trasloco a Ronco?

Il calcio agonistico non troverà spazio all’oratorio San Filippo Neri di Gussago. Secondo alcuni genitori di bambini che giocano nelle squadre iscritte del Gso, lo «sfratto» sarebbe da imputare ad alcuni attriti tra una parte della società sportiva e la parrocchia. Cosa subito smentita dal parroco. Don Adriano Dabellani, infatti, specifica immediatamente: «Sono problemi di sicurezza e di norme sportive – risponde -, che si vanno a sommare alle lamentele dei vicini per schiamazzi e disturbo della quiete. Il campo che sorge nei pressi della chiesa non presenta le caratteristiche previste dalla legge per manifestazioni sportive agonistiche. Mi sono consultato con tecnici del settore, prima di dover assumere una decisione che va in direzione dei ragazzi e del pubblico. Oggi le norme sono restrittive. Abbiamo in corso trattative con altre parrocchie, che dispongono di campi sportivi che non sono incassati tra le abitazioni, come il nostro. È a buon punto il colloquio con la parrocchia di Ronco». Le partite di campionato potrebbero essere, così, spostate di qualche chilometro.

Michele Zamboni, padre di un bambino che gioca nel Gso Gussago, ha inviato una lettera al direttore del Giornale di Brescia, chiedendo un aiuto, ricostruendo, dal suo punto di vista, la vicenda. «Durante la riunione di qualche giorno fa – dice – un dirigente del Gso ci informa che l’attività sportiva della squadra non potrà più svolgersi all’oratorio perché il Prevosto non concedeva più il campo da calcio e gli spogliatoi (nuovi, fatti dagli stessi dirigenti, allenatori, aiutanti del Gso); sembra che una commissione della Curia di Brescia sia uscita e non abbia giudicato idonei gli spazi dedicati all’attività sportiva. Nutro qualche perplessità in proposito perché mio figlio Lorenzo, primo iscritto GSO, gioca ormai da 5 anni e di oratori ne ho visti parecchi, molti ben più angusti e sicuramente meno sicuri». Come ben sappiamo, negli ultimi anni le leggi sono molto precise e le responsabilità – anche penali – enormi nel caso dovesse succedere un incidente, nell’ambito di strutture pubbliche che non presentino i requisiti di sicurezza minimi per manifestazioni ampie.

Il campo non è off limits. Si potrà giocare, come attività ricreativa, in piccoli gruppi, come s’è sempre fatto. Ma non può ospitare manifestazioni agonistiche. A Gussago-centro, al di là del mancato rispetto delle distanze dalle abitazioni, esiste anche il problema degli spogliatoi, che non sono regolamentari per l’attività agonistica. «Spiace tantissimo – dice il prevosto -; stiamo però pensando a un progetto di attività sportiva amatoriale per i bambini e per ragazzi che permetta loro di giocare in serenità e che sia legato all’oratorio».
Federico Bernardelli Curuz

Fonte: Giornale di Brescia

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