Guido Bontempi e la sua moto veglieranno sui Mondiali 2020 a Imola: “Ogni metro è decisivo”

Guido Bontempi motocicletta

Quattro mondiali su strada, alcuni altri su pista, sia tra i professionisti che nelle categorie giovanili, pronto al debutto con la sua motocicletta per svolgere un servizio quantomai importante per assicurare l’incolumità ai partecipanti: Guido Bontempi avrà il compito di guidare uno dei due regolatori di traffico. Un impegno che da anni svolge con competenza e professionalità al Giro d’Italia, dove rappresenta un punto di riferimento costante insieme all’ex campione del mondo Igor Astarloa e a Paolo Longo Borghini. L’esperienza maturata in tanti anni di attività agonistica gli permette di capire come e quando accelerare o decelerare per permettere alla carovana di proseguire lungo l’itinerario senza problemi.

Dopo aver concluso la carriera con oltre ottanta vittorie da professionista, tra le quali diciassette tappe al Giro d’Italia e otto al Tour de France, il campione di Ronco di Gussago per alcuni anni è stato direttore sportivo di alcuni team che vanno per la maggiore, salvo poi estraniarsi per dedicarsi allo studio. Giusto per perfezionare alcune conoscenze sul mondo ciclismo. Oltre al Giro d’Italia ha offerto la sua collaborazione anche al Tour de France, e quando il tempo glielo permette si mette anche al servizio delle società bresciane. A Imola 2020 (mondiali) esordisce nelle vesti che al momento lo appagano di più, in attesa magari di poter ricoprire altri ruoli che il suo passato agonistico dovrebbe consentirgli di esercitare. «Il ciclismo mi ha dato tanto, ma anch’io credo di avere dato molto. Quando ho deciso di smettere sono rimasto nell’ambiente: prima come uomo immagine, poi come direttore sportivo e da qualche anno con la motocicletta per un servizio che ritengo molto utile – dice Guido-jet – Sono a Imola da qualche giorno perché abbiamo percorso e ripercorso il tracciato per capire quali saranno i punti chiave dove dovremo prestare maggiore attenzione. Anche se in una corsa di così grande prestigio ogni metro di tracciato potrebbe rivelarsi decisivo». Cresciuto alla Ronco di Gussago sotto la direzione di Pietro «Partigiano» Codenotti, ha poi vestito la maglia della Passerini guidato da Attilio «Cicci» Petruzzi, prima di debuttare tra i professionisti con l’Inoxpran nel 1981. In carriera ha conquistato sei titoli italiani, due argenti ad altrettanti mondiali su pista, due quarti posti alle Olimpiadi di Mosca 1980. Ora le due ruote sono quelle a motore.
A.MAS.

Fonte: Bresciaoggi

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