Gussago, dove ancora si fa la “calibro 45” di Tex Willer

Fratelli Pietta Gussago

La Fratelli Pietta dal ’72 è specializzata nelle repliche. L’80% delle repliche finisce negli Stati Uniti.

Crescere in tempo di crisi producendo la colt di Tex Willer. Questo è quello che sta accadendo alla Fap (Fabbrica d’armi fratelli Pietta) che nel cinquantesimo della fondazione amplia con un nuovo capannone di 2.500 metri quadrati la sua sede di Gussago e propone tre prototipi di nuovi modelli che andranno in produzione il prossimo anno. E la ricetta è di quelle che funzionano: investimenti, qualità, export. Sì perché per un settore come quello delle armi sportive che sta attraversando un periodo nero, le repliche, le riproduzioni di armi storiche americane del periodo che va dal 1836 al 1873, quello della guerra di Secessione e del Far West, per intenderci, stanno vivendo un momento magico. «La crisi economica si è fatta sentire – precisa Alberto Pietta che con il padre Giuseppe, la mamma Elisabetta ed il fratello Alessandro guida l’azienda – ma a influire sul settore è soprattutto un euro forte nel cambio con il dollaro che ha sfavorito gli esportatori italiani e al contrario ha agevolato quelli americani che sono sbarcati in Europa. A peggiorare la situazione è poi arrivata anche la recente concorrenza turca che si propone sul mercato con prezzi estremamente concorrenziali».

Ma la nicchia nella quale si è specializzata l’azienda continua a correre. «Il mercato americano rappresenta l’80% del nostro fatturato e le celebrazioni per i 150 anni della fine della guerra di Secessione e del periodo del Far West hanno rianimato il mercato dopo gli anni bui seguiti all’11 settembre». Ad aver favorito il superamento della crisi sono stati anche i continui investimenti. «Da molti anni destiniamo circa il 10% del nostro fatturato alla ricerca di processo che ha portato a una riduzione dei costi di produzione e a un conseguente calo dell’8% sui prezzi di listino». Risultati che si sono tradotti in una crescita del fatturato che dai 4,5 milioni di euro del 2011 lo scorso anno ha superato i 5 milioni. Ottimismo anche per l’anno appena iniziato. «Con i nuovi prodotti, con lo sviluppo del mercato delle repliche di armi lunghe, dei fucili da caccia e il nuovo magazzino, per il 2013 prevediamo un incremento del fatturato tra il 15 ed il 20%».

Per il futuro i Pietta puntano sulla diversificazione della produzione e sul rafforzamento del marchio. «L’azienda è nata cinquant’anni fa con mio padre Giuseppe che iniziò a produrre fucili da caccia. Con una felice intuizione, nel 1972 cominciò a riprodurre le armi storiche americane. Sei anni fa è nata la voglia di tornare alle origini e fabbricare fucili da caccia. I primi modelli stanno avendo un buon riscontro, soprattutto all’estero». Un’attenzione a nuovi mercati che si è concretizzata in un grande impegno nella partecipazione a fiere di mezzo mondo, a partire proprio dallo Shot Show di Las Vegas.

«Le spese per la partecipazione alle fiere sono raddoppiate ma i risultati si sono visti. A Las Vegas – conclude Alberto Pietta – c’e stata una particolare partecipazione di pubblico. Dopo la seconda elezione del presidente Obama, la vendita di armi è schizzata verso l’alto per paura dell’introduzione di norme più restrittive nell’acquisto. Un dato mi è sembrato significativo, a gennaio nelle armerie americane non si trovavano più munizioni».
Roberto Giulietti

Fonte: Corriere della Sera

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