
Giovedì spiedo. È questa la parola d’ordine a Gussago dove da giovedì 24 settembre a giovedì 10 dicembre ritorna il collaudato e succulento appuntamento con «Lo spiedo scoppiettando», vale a dire la sesta edizione della rassegna enogastronomica che mette in tavola le prelibatezze locali. Continua dunque attraverso la buona tavola la promozione di un territorio fortunato quanto a disponibilità di ingredienti per dare lustro e continuità ad una tradizione culinaria invidiabile. Tutto questo con il collante dei ristoratori che hanno aderito all’iniziativa – sono tredici a proporre il menù classico dello spiedo De.Co – in collaborazione con l’assessorato al Commercio del Comune alle porte della città.
«Lo spiedo scoppiettando» sarà di scena nei seguenti locali: Canalino, Caricatore, Campagnola, Nuovo Rustichello, Piédeldos, Osteria Dell’Angelo, Il Monastere, Santissima, Cascina Bombaglio, Da Pina, Magher, La Stacca, Da Mario e Rosa. Lo spiedo d’autore verrà proposto a 25 euro, prezzo calmierato con il quale si potrà gustare: minestra sporca; spiedo di Gussago De. Co con polenta e patate al forno. In abbinamento il vino Cellatica Superiore Doc e Curtefranca Rosso Doc. Per finire caffè e grappe di Gussago.
Unica nota dolente, per i puristi di questa specialità, è la mancanza degli uccellini: «Quest’anno lo spiedo gussaghese, sublimemente cucinato, peccherà dell’assenza di uno degli ingredienti tipici e fondamentali, l’uccellino – spiega l’assessore al Commercio, Giovanni Coccoli -. Questo a causa di una normativa del 2014, che ne impedisce l’utilizzo. Nonostante questo, forte e sinergico è l’impegno dell’Amministrazione a fianco di tutti i ristoranti per regalare lo stesso piacere, una sfida tra le difficoltà, per accontentare comunque i palati più esigenti e trasmettere, anche attraverso questo tipo di arte, l’amore per un territorio, per la gente, per le tradizioni e la bellezza dei luoghi».
Anche senza uccellini, la rassegna enogastronomica non si ritiene monca: «L’augurio più sincero è che anche questa sesta rassegna possa ottenere i migliori risultati – conclude l’assessore Coccoli -. Rinnovo dunque un caloroso invito a tutti per riscoprire Gussago, capitale dello spiedo, accolti dall’ebrezza dei profumi tipicamente autunnali che invaderanno l’aria ancor prima di soddisfare il palato».
Mancano gli uccellini ma la tradizione rimane
Non un piatto qualunque, ma uno spiedo a Denominazione Comunale (De.Co). Così Gussago ripropone la rassegna «Lo spiedo scoppiettando», calando l’asso di una delle sue prelibatezze più conosciute e apprezzate, anche se quest’anno non ci saranno gli uccellini. Lo spiedo di Gussago affonda le sue origini in tempi lontani, in una cultura legata alla pratica della caccia. È un piatto ricco di storia che si eleva ad arte, è l’immortalità di un gesto che assume il valore di un rito, di un ritorno alle origini, della continuità senza tempo. La versione originale, ufficializzata dal disciplinare, assembla pochi pezzi: coppa, lonza, costine e uccellini. Una recente normativa ha imposto il divieto di vendere, acquistare e commercializzare uccelli anche d’importazione: «Questo crea enormi difficoltà all’economia del nostro paese, rischiando di far perdere un pezzo della propria storia di tradizioni millenarie – sostiene l’assessore comunale Giovanni Coccoli -. Pertanto, nella speranza di deroghe che ci si auspica possano modificare il dettato normativo, lo spiedo verrà cucinato senza l’ingrediente uccellini».
Con la grappa si chiude in bellezza
Se l’ultima incombenza del menù dello «Spiedo scoppiettando» è il caffè, allora che sia accompagnato da una grappa all’altezza. E anche in questo caso Gussago riesce a fare tutto in casa. Oltre allo spiedo, a Gussago anche la grappa è a Denominazione Comunale. Si tratta di una grappa che ha origine dalla distillazione delle vinacce provenienti dai vitigni del Comune di Gussago, territorio che si sviluppa intorno ad un anfiteatro di colline e che da sempre ha vocazione alla coltivazione delle viti. La distillazione di questo distillato era già presente a Gussago negli anni Settanta del secolo scorso e l’importanza oggi di questo antico mestiere viene mantenuta dalle antiche distillerie ancora fiorenti che imbottigliano buona parte dell’intera produzione di grappa d’Italia. Molti ignorano che la provincia di Brescia è una zona storicamente vocata e di importante produzione dei distillati, in particolare il comune di Gussago è la capitale indiscussa della grappa. La produzione di questo distillato era già fiorente a Gussago negli anni ´70, quando si contavano già più di trenta distillerie.
Fonte: Giornale di Brescia